La Sardegna non è una regione, è un continente vitivinicolo, questo è stato chiaro alla chiusura del grande evento a Roma che ha celebrato i vini della Sardegna, selezionati dalla squadra di Maurizio Valeriani di Vinodabere, il 13 e 14 dicembre presso Hotel Belstay. Un palcoscenico di varietà anche a piede franco, cantine storiche ma anche tante giovani che giocano sul solco dell’innovazione con grande rispetto per l’ambiente. Tanti territori o terroirs come meglio amano definirli gli esperti, e per questo torniamo volentieri da Sardinia Terroirs, rete di aziende, 9 per la precisione, che dal nord al sud della Sardegna si sono messe ineisme per parlare meglio di caratteristiche e proprietà di ciascuna zona.
Alcuni rossi che ci sono piaciuti. Nel Sulcis, sud della Sardegna in una zona notoriamente calda, Azienda Giba, Carignano del Sulcis, 2022, una piccola parte fa legno e il resto acciaio. Un vino che spezza decisamente rispetto alle note del Cannonau. Il Carignano è sapido e fruttato, con leggera vena speziata al naso, ricco di pepe nero, bastoncino di liquirizia, frutti scuri, prugna e ciliegia. Tannino molto pulito e persistente.
Antiogu, Mandrolisai Doc, Rosso Superiore 2022, Fradiles, un vino magnifico che mette insieme purezza del sorso con una struttura immancabile, la speziatura ma anche il frutto succoso, il finale ricco di acidità, sorso ampio e masticabile vestito di sbuffi balsamici. Davvero unico nel suo genere e di grande potenza al sorso. Siamo in centro Sardegna, sulle colline di Atzara, a 550 metri su terreni da disfacimento granitico. I vigneti hanno almeno 50 anni di età, condotti ad alberello. Le varietà del Mandrolisai sono Monica, Cannonau e Muristellu (che dona rusticità e potenza).
Memorie di Vite, BVL, Bovale di Quartomoro, 2023, da uve di vigna ad alberello a piede franco di circa 90 anni. Balsamico e marino, intenso ed elegante. Vino di grande carattere che lascia il segno.

Vernaccia di Oristano DOC Antico Gregori Riserva 1991, un sorso storico, un assaggio che non si può mancare. Complessità e finezza, con ricordi di frutta disidratata, pere e albicocche, insieme a frutta secca, come mandorle amare, e poi fiori appassiti, vaniglia e liquirizia. In bocca è un vino secco e di grande alcool ma allo stesso tempo di grande freschezza e di incredibile sapidità. Un vino per palati raffinati, lo ammettiamo.
Cantina LiSignori, una nuova realtà nel panorama sardo, che si presenta con la 2024 come prima annata, i vini sono Emmu, Tandu e Mecala. Siamo in Alta Gallura vicino Aglientu, il nome Lisignori deriva da Lieu dit “Lu Signori”, nome dato alla collina di granito che sovrasta il territorio e i terreni circostanti dove sono state piantate le vigne. Nome che indica come la collina domina il territorio intorno con una vista a 360 sull’Asinara, la Corsica, le Bocche con l’Arcipelago e l’interno dell’isola. Mecala, Cannonau di Sardegna 2024 ricorda immediatamente l’estate con il suo colore buccia di cipolla tenue e soprattutto con la freschezza del sorso che spazia dal lampone alla nota agrumata del pompelmo. Molto piacevole.
Campianatu, azienda storica di Arzachena (SS) e nota per il Vermentino di cui assaggiamo una miniverticale, con annate dalla 2021 alla 2024. Vermentino di Gallura Superiore Docg, 2024, si concentra su frutto a polpa bianca e agrumi, con finale iodato e di buona persistenza. La 2021 presenta segni di evoluzione con sentori di idrocarburo che rendono l’olfattiva elegante e di una certa strutturra. All’assaggio la mineralità è dominante e una nota agrumata e matura ne delinea il contorno intenso.
Dell’azienda Coluccia, in Gallura, assaggiamo Vermentino di Gallura Spumante Donna Lù 2023, Vermentino Donna Ma’ 2024, Vermentino Donna Ste’ 2024. Vi parliamo dello Spumante 2023, millesimato, da proporre anche per le feste natalizie. Prima uscita nel 2021, viene fatto con uve selezionate di Vermentino. Blanc de Blancs Metodo Classico, espressione di una vigna storica, su un terroir speciale dell’Isola di Coluccia, esposta tutto l’anno a forti venti. Bollicina vivace, bouquet ricco. Pompelmo e cedro in primo piano, note quasi speziate lo arricchiscono con un soffio balsamico mentolato. Molto buono.
Ringraziamo Vinodabere e lo staff per l’organizzazione e la qualità delle scelte.





























