Un’istituzione a Bolzano, Cantina Bozen, alle porte della città dove i vigneti convivono con case e frenesia urbana, festeggia i 40 anni del suo vino simbolo, Huck Am Bach, un omaggio alle due varietà autoctone altoatesine, Lagrein e Schiava. La seconda in quantità minore rispetto alla Schiava, il vino della festa, della gioia e della tradizione.
La storia
E proprio nel segno della storia, il vino ricalca le orme della cantina che un tempo si chiamava Cantina Santa Maddalena, il Cru da dove arrivano le uve, un luogo noto per al qualità eccezionale dei suoi prodotti. Il Santa Maddalena di Cantina Bozen celebra la bottiglia ma anche la storia famigliare, intanto partendo dal nome che riprende direttamente il nome del maso. In Alto Adige i masi sono fulcro e cuore della produzione vinicola, e Huck Am Bach esiste dal 1783, almeno sotto la stessa famiglia che ne ha consolidato le basi e che oggi è incarnata da Hannes Plattner.
Cantina BOZEN nasce nel 2001 dalla fusione tra Cantina Santa Maddalena e Cantina Gries e oggi riunisce 224 famiglie di viticoltori che coltivano 350 ettari nei migliori vigneti bolzanini, distribuiti tra i 200 e i 1.000 metri di altitudine nelle zone di Gries, Moritzing, Siebeneich, Missian, St. Georgen, Glaning, St. Magdalena, St. Justina, Leitach, Ritten e Karneid.
I terreni di Santa Maddalena sono ghiaiosi e ricchi di porfido e si estendono tra i 250 e i 500 metri di altitudine, con alternanza di giornate calde e notti fredde. Gli enologi che ne hanno preso la guida sono prima Graziano Filippi e oggi il figlio Stephan, sul solco della tradizione e della coerenza ma anche con uno sguardo al futuro.
“Il S. Maddalena è probabilmente una delle più belle espressioni della Schiava e rappresenta una parte importante della tradizione di Cantina BOZEN. Attribuiamo grande valore ai nostri due vitigni autoctoni e vediamo per entrambi un notevole potenziale
futuro. HUCK AM BACH è uno dei nostri vini simbolo e ci ricorda le nostre radici, la nostra origine e le persone che ne fanno parte.” Così si esprime Philipp Plattner, Presidente e cugino di Hannes Plattner.
La degustazione di Huck Am Bach
La Schiava conferisce leggerezza, frutto delicato, succosità e quella piacevole bevibilità che
rende HUCK AM BACH così riconoscibile. La piccola percentuale di Lagrein apporta colore,
profondità e struttura. Al naso il vino esprime profumi di ciliegia, lampone, violetta e rosa,
accompagnati dalle caratteristiche note di mandorla amara e marzapane. Pieno, vellutato e
persistente al palato, HUCK AM BACH è particolarmente indicato in abbinamento a piatti
saporiti, antipasti italiani, Speck Alto Adige e pizza.
“Il S. Maddalena è il vino “bolzanino” – così commenta l’enologo Stephan Filippi – per eccellenza tra i vini dell’Alto Adige ed è un grande classico al quale, proprio per il suo stile, riconosciamo un importante potenziale futuro. HUCK AM BACH, per me, non deve essere esuberante, ma fine; non corposo, ma armonioso. L’obiettivo non è reinventare il vino, bensì rivelarne, anno dopo anno, tutto il potenziale.”
Per celebrare l’anniversario, Cantina BOZEN non ripropone la storica bottiglia Bocksbeutel, che rimane custodita nell’archivio, ma presenta HUCK AM BACH con una speciale etichetta
celebrativa.

























