TENUTA SAN GIORGIO presenta Sottosopra, il primo rifermentato in bottiglia

Tenuta San Giorgio nasce nel lontano 1971 quando Sergio Tombacco esalta la passione tramandata dal padre Lodovico e rileva alcuni vigneti nella zona del Piave, costruendo il futuro per le generazioni a venire, che in circa 50 anni di storia hanno costruito l’azienda come la vediamo oggi. La località è Maserada sul Piave, in provincia di Treviso, e precisamente a Papadopoli, la più grande isola fluviale di matrice alluvionale. Areale arricchito dalla presenza di rocce dolomitiche, fatto di ghiaie e sabbie e ancora poco conosciuto. 

L’ultimo dei vini prodotti dall’azienda, che vanta un’ampia gamma di Valdobbiadene Prosecco Docg, oltre a Manzoni Bianco, Pinot Grigio e Sauvignon in varie declinazioni, si chiama Sottosopra ed è composto da uve Glera (quella del Prosecco per intenderci) e Manzoni Bianco, frutto di un virtuoso incrocio tra Riesling Renano e Pinot Bianco che è tipico di questa zona.

Frizzante Bianco col fondo, Veneto Igp, Sottosopra è una novità nel panorama vinicolo italiano, nel comparto dei rifermentati. Freschezza e immediatezza della Glera si accompagnano alla struttura del Manzoni Bianco, dove dominano profondità del Riesling e eleganza del Pinot Bianco. Il frizzante col fondo è un diretto richiamo alla tradizione pur guardando la mercato contemporaneo per un vino piacevole, vivace e dalla bassa gradazione alcolica. La lavorazione prevede infatti una rifermentazione in bottiglia nell’arco di 90-120 giorni senza dégorgement, mantenendo quindi sul fondo i lieviti naturali che rilasciano note di forno e pasticceria secca.

I sentori del vino risultano molto interessanti: dalla mela croccante data dalla Glera, alla maggiore compostezza del Manzoni Bianco, il sorso è sapido, teso e minerale, con sfondo di panificazione. Una bollicina fine e persistente completano un gusto gradevole e fresco.

Un vino versatile, dinamico, pensato per la convivialità senza impegno, un’etichetta contemporanea capace di parlare a un pubblico trasversale. Lo abbiamo abbinato a piatti tipici oppure a semplici antipasti o secondi piatti di carne. Anche da solo è un ottimo compagno per serate estive o qualche chiacchiera con gli amici prima di cena.

 

 

 

 

 

Susanna Schivardi
Filologa non pentita, ho trascorso anni a studiare testi classici prima di laurearmi in lettere antiche. Lettrice instancabile e amante di tutto ciò che è bello e buono, ho deciso di seguire un’altra passione: l’enogastronomia. Dopo una giovinezza tra bottiglie importanti e ottima cucina, ho scelto di trasformare quell’interesse in un percorso professionale. Scrivo da quando avevo vent’anni, spaziando tra arte, costume, politica e cultura, e nel 2024 sono diventata giornalista professionista. Da buona filologa, non smetto mai di approfondire: oggi frequento il corso per sommelier FIS a Roma e continuo a viaggiare per l’Italia alla ricerca di cantine con storie da raccontare e chef capaci di innovare con gusto. Racconto vino e cibo con curiosità e passione, per chi li ama e per chi vuole scoprirli meglio. Evito volentieri i tecnicismi, convinta che la semplicità sia il cuore della comunicazione. Il mio motto? Parlare meno, bere e assaggiare di più.

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