Una serata dedicata a Trigon Lagrein Gries Riserva 2022, grande vino appena uscito dell’azienda altoatesina Tenuta Rottensteiner che spezza gli argini e si abbina alla cucina giapponese, in un duetto davvero apprezzabile. A Roma presso il ristorante Taki lo abbiamo potuto assaggiare, insieme a una verticale di Lagrein.
Il Lagrein da sempre rappresenta per l’azienda Rottensteiner un punto di riferimento per esprimere la propria identità e la territorialità. Siamo a Bolzano e i vigneti sono tutti intorno, distribuiti sui diversi masi, le cui caratteristiche trovano un filo conduttore nell’eleganza. Zona caldissima d’estate ma anche generosa nelle altre stagioni, soggetta negli ultimi anni a un meteo imprevedibile, è cucita su terreni legati a influssi di tipo mediterraneo e marino.
La storia
La tradizione precede i vini perché la famiglia, stando ai vecchi documenti, si occupa di vino da almeno 500 anni. Una produzione più codificata inizia con il nonno Hans, che nel 1956 fonda la cantina, con appena tre ettari ma sostenuto dal conferimento di uve di piccoli viticoltori vicini, abitudine che ancora adesso rimane in vigore e determina proprio quella peculiarità dell’azienda Rottensteiner. Un lavoro di fiducia e di affidamento in quello che è la ricerca continua di qualità e aderenza alle origini. Un terreno ricco di porfido e granito, con incursioni calcaree, tanta finezza, verticalità e strutture date da pratiche in cantina sapienti.
Dopo Hans che aveva iniziato portando vino sfuso in Svizzera, sono stati Toni e Hannes a realizzare quello che è oggi Rottensteiner, un nome che è già simbolo, significa pietra-rossa letteralmente. Le produzioni si concentrano sulle varietà che più traducono il territorio nel calice, il Lagrein in questo è perfetto e in un certo senso la famiglia può considerarsi pioniera nella ricerca di un vino sempre più identitario e capace di affrontare il tempo, senza snaturare i propositi e le linee tradizionali. Oggi Hannes e la moglie Judith dirigono la cantina.
Con Trigon abbiamo una nuova ambiziosa interpretazione. Il nome trae ispirazione dalla forma triangolare della zona di Bolzano-Gries, culla storica di questo vitigno, da cui nasce anche l’etichetta – un segno grafico essenziale che richiama il profilo del celebre “cuneo verde”, simbolo di questo terroir unico. Frutto di una selezione da una singola particella di Lagrein (100%), coltivata su terreni alluvionali profondi e acidi e da viti di oltre 30 anni, Trigon è prodotto in sole 2.500 bottiglie.
Un vino complesso, elegante e raffinato. Colore intenso, sorso teso, immediato. Il frutto rosso è definito, prugna, ciliegia matura, a seguire sentori speziati. Il tannino è sussurrato, il corpo pieno, rotondo al palato. Un Lagrein contemporaneo, forte di una struttura potente e capace di sostenere il vino nel tempo.
“Il Lagrein è radicato a Gries e Gries è la nostra patria, alla quale siamo profondamente legati come famiglia – commenta Hannes Rottensteiner – mio padre è stato uno dei primi enologi in Alto Adige a credere in questa varietà e a lavorarla con un approccio qualitativo, con l’obiettivo di portarla a un livello più alto. Non ha mai prodotto un Lagrein d’annata, ma sempre e solo Riserve: una scelta che racconta la nostra visione e che oggi trova nuova espressione in Trigon”.

La verticale di Lagrein
Nella serata presso il ristorante giapponese Taki di Roma abbiamo potuto apprezzare una verticale di Lagrein, tutte annate pari, dalla 2022 alla 2014, che hanno dato immediato riscontro degli andamenti delle vendemmie.
Alto Adige Lagrein Gries Riserva DOC SELECT 2022 – annata molto calda e secca. Olfatto e gusto sono coerenti, frutto rosso immediato e croccante, tannino vellutato, una freschezza appagante che rende il sorso piacevole. Un ottimo vino.
Alto Adige Lagrein Gries Riserva DOC SELECT 2020 – annata stentata, partita bene ma finita con piogge eccessive. Il tannino risulta meno vellutato, le sensazioni sono molto minerali, ferrose, le note rimandano a sottobosco e humus, al naso elegante, struttura e corpo ne definiscono l’equilibrio. Intrigante.
Alto Adige Lagrein Gries Riserva DOC SELECT 2018 – annata molto difficile da gestire ma ha comunque dato risultati coerenti. Qui il frutto è molto maturo, il tannino non del tutto in linea con l’evoluzione, un sorso leggermente chiuso, timido, sentori erbacei si fanno spazio sul finale insieme a note balsamiche. Buona l’acidità.
Alto Adige Lagrein Gries Riserva DOC SELECT 2016 – annata difficile ma tra le migliori, complice un autunno ideale. Il vino è piacevole, elegante, equilibratissimo, sorso fine, naso raffinato, la parte fruttata è accompagnata da note di fiori scuri, cenni vegetali. Col tempo si susseguono sentori di cuoio, boiserie, spezie, tocchi balsamici. Tannino levigato. Un vino davvero esemplare.
Alto Adige Lagrein Gries Riserva DOC SELECT 2014 – un’annata senza sole. Lo stile sempre teso, sorso verticale, con acidità ancora in forma, tannino presente. Un vino che affronta il tempo senza paura.
Gli abbinamenti:
Shake No Nambanzuke – Salmone marinato alla maniera dei pescatori giapponesi, Kamo roast (anatra CBT) con Alto Adige Doc Vigna Kristplonerhof 2024
Unaghi Mushizushi – Riso invernale preparato con funghi shiitake, anguilla, uovo e zenzero marinato con Alto Adige S. Maddalena Classico Vigna Premstallerhofselect 2024
Wagyu Sirloin – Selezione Wagyu servita su pietra lavica con riso e verdure con Alto Adige Lagrein Greis Riserva Doc Trigon 2022
Tiramisù artigianale al thè matcha con Alto Adige Gewurtztraminer Passito Doc Cresta 2021
Seguirà un approfondimento sugli altri vini. Per la degustazione all’interno dell’articolo ringraziamo Massimo Casali, Sommelier Executive Wine Master.
Un ringraziamento all’ufficio stampa di Tenuta Rottensteiner, Federica Schir e a Hannes Rottensteiner che ha condotto evento e degustazione.





























