Tenuta Borgo Conventi si trova a Farra d’Isonzo, nel Collio goriziano, la cantina è stata fondata nel 1975 e nel 2019 è stata acquisita da Villa Sandi. I 30 ettari si dividono tra 20 ettari nella Doc Collio e 10 nella Doc Isonzo, su terreni molto diversi tra loro. Il nome deriva dalla presenza di un convento, in epoca medievale, eretto dai Padri Domenicani.
Identità, mercato e comunicazione sono i perni entro cui gira il mondo del vino e ne parliamo con Paolo Corso, enologo di Borgo Conventi e vicepresidente del Consorzio Collio, un protagonista ormai consolidato in questa denominazione che si conosce nel mondo soprattutto per i suoi vini bianchi caratterizzati dalla forte mineralità e sapidità. Il contesto è il Friuli-Venezia Giulia, a due passi dalla Slovenia, sul terreno cosiddetto di Ponca nella zona del Collio. Vallate magnifiche e morbide tempestate di vigneti, stratificazioni millenarie laddove c’era il mare e dove le radici affondano per dare vita a vini sublimi e dalla magnifica capacità di invecchiamento. La difficoltà a raggiungere l’acqua rende la vite forte e dalla bassa resa, capace di esprimersi con estrema qualità. Per essere competitivi, come dice Paolo Corso, si punta anche alla bevibilità e all’immediatezza del sorso.
Paolo Corso ha ormai un’esperienza pluriennale nel settore e conosce bene i mercati esteri, che si stanno allargando, con grande fatica, anche verso i paesi dell’Est. Una serie di riflessioni sui vini del Collio, il loro potenziale e la comunicazione. Lo abbiamo incontrato in occasione di Collio Evolution il primo grande evento organizzato dalla denominazione dedicato nell’anno 2025 al Friulano. Di seguito l’intervista che abbiamo realizzato.
La sua storia si lega in modo imprescindibile a quella di Tenuta Borgo Conventi.
“La mia storia professionale è strettamente legata a Tenuta Borgo Conventi, dove ho iniziato il mio percorso nel 1989. Nel corso degli anni ho ricoperto diversi ruoli, crescendo insieme all’azienda, fino ad assumere oggi la responsabilità della cantina e dei vigneti. Nel 2019 la tenuta è stata acquisita dalla famiglia Moretti Polegato, che con Villa Sandi porta con sé una lunga e prestigiosa tradizione nel mondo del vino, nata e cresciuta nel cuore dell’area del Prosecco. Insieme a un team affiatato e animato da una profonda passione per il vino, abbiamo raccolto questa nuova sfida con entusiasmo, rinnovando il progetto nel pieno rispetto della storia, delle origini e dell’identità di una realtà storica del territorio, che si estende su 30 ettari di vigneti tra Isonzo e Collio.
Come si legano Borgo Conventi e Villa Sandi?
Borgo Conventi e Villa Sandi sono entrambe di proprietà della Famiglia Moretti Polegato e condividono un progetto comune di valorizzazione del territorio e della tradizione enologica.
Villa Sandi mette a disposizione esperienza, visione internazionale e know-how consolidato, mentre Borgo Conventi mantiene salda la propria identità storica e il forte legame con i vigneti tra Isonzo e Collio.
Questo connubio riesce ad esprimere al meglio le caratteristiche uniche di questo territorio, coniugando innovazione e tradizione in un percorso di crescita condiviso.
Come definirebbe i vini del Collio?
“Nel Collio produciamo vini strutturati, ma vogliamo sempre che siano piacevoli da bere: complessi ma leggeri. Hanno un’anima intensa, come il nostro Luna di Ponca, un bianco importante ma allo stesso tempo accattivante e facile da gustare. Mi piace descriverlo come un vino pieno, ma con tanta vivacità. Sono le diverse varietà e le caratteristiche delle vendemmie, di anno in anno, a dare ai nostri vini quel perfetto equilibrio tra freschezza e maturità.”
Il passato e il presente del Collio?
“Negli anni 2000 andavano di moda vini molto strutturati e alcolici: erano gratificanti, ma spesso difficili da gustare fino in fondo. Nella produzione del Collio, come in altre zone in Italia, oggi invece si punta alla leggerezza e alla bevibilità. Il successo del Prosecco lo dimostra: è un vino brioso, piacevole e immediato, che sa farsi apprezzare da un pubblico ampio. Se vogliamo avvicinare più persone al vino, è importante ricordare che molti consumatori cercano esperienze piacevoli e accessibili. Non si tratta di scendere a compromessi sulla qualità, ma di proporre vini equilibrati, piacevoli e facili da bere.
Quali sono i numeri di Borgo Conventi?
“Noi produciamo 350mila bottiglie circa, sul totale degli ettari. Con la nuova proprietà nel 2019 siamo ripartiti anche sul fronte dell’ export guardando agli Stati Uniti e ai mercati internazionali. Nonostante un mercato del vino complesso, stiamo registrando una crescita costante e siamo ancora in una fase di sviluppo. Nel Colllio, ci posizioniamo tra i primi dieci produttori della zona, con una presenza consolidata e riconosciuta.
L’export?
“Villa Sandi, che si occupa della commercializzazione di Borgo Conventi, è presente in 130 paesi nel mondo, tra cui Canada, Stati Uniti Messico e Brasile. All’estero stiamo inoltre consolidando la nostra presenza nei mercati chiave europei come Germania, Austria, Svizzera, Francia e Gran Bretagna , con un’attenzione crescente anche ai paesi dell’ Europa dell’ Est.
Cina, Giappone e Corea?
“Si tratta di mercati molto diversi ma tutti strategicamente importanti. Il Giappone è un mercato maturo, molto competitivo. La Cina invece rappresenta un’opportunità: il consumo di vino non è ancora consolidato, quindi occorre un approccio attento per sviluppare la cultura del vino in modo organico. La Corea si mostra molto ricettiva e dinamica, e può diventare un mercato chiave nei prossimi anni”.
Formare la cultura. Adesso com’è la comunicazione sul vino?
“Credo che oggi la comunicazione sul vino debba evolversi. Spesso si parla in termini tecnici o tradizionali, ma per attrarre i giovani è importante raccontare il vino in modo più accessibile e coinvolgente, facendo percepire l’esperienza e l’emozione che c’è dietro ogni bottiglia. Bisogna creare una cultura del vino che sia inclusiva e stimolante, così da avvicinare nuove generazioni a questo mondo.”.
E i rossi friulani?
I rossi rappresentano il 15% della nostra produzione e sono molto apprezzati per la loro freschezza, l’equilibrio e la tipicità del territorio. Sono vini eleganti, piacevoli da bere, che si adattano bene a diverse occasioni”.
Come si spiega un vino al consumatore?
“Mi viene in mente la pittura. A differenza della musica, che si può ascoltare senza conoscerne i dettagli tecnici, un’opera d’arte ci racconta la sua storia: come è stata realizzata, il contesto storico e il movimento a cui appartiene. Il vino funziona allo stesso modo: ogni bottiglia ha una storia, un contesto e un carattere che vale la pena conoscere e apprezzare”.
L’enoturismo?
“Da noi l’enoturismo funziona perché trasforma i visitatori in veri e propri brand ambassador, spesso senza che se ne accorgano. Il cliente viene qui, scopre il territorio, se ne innamora e porta con sé l’esperienza nel proprio paese. In questo modo si crea un canale di comunicazione diretto e immediato, che possiamo valorizzare grazie alla ricchezza e all’autenticità del nostro territorio”.



























