La rinascita della VIGNA DI LEONARDO DA VINCI nel centro di Milano

Apre in esclusiva per La Vigna di Leonardo, e per la prima volta visitabile, un luogo unico e inedito legato a Philippe Daverio e alla Storia della città di Milano.

La Vigna di Leonardo da Vinci, ripiantata a distanza di oltre 600 anni, è tornata al suo antico splendore. Un terreno di circa 8.300 metri quadri in pieno centro della città, proprio a due passi dal capolavoro assoluto del genio del Rinascimento, il Cenacolo, custodito nella Basilica di Santa Maria delle Grazie.

È oggi possibile visitare la rinata vigna, quella che Ludovico Sforza, duca di Milano, donò a Leonardo nel 1498, come segno di riconoscenza per la realizzazione dell’Ultima Cena.  Questo vigneto rivestì un profondo valore affettivo per Leonardo e giunse integro fino agli anni ’20, per poi essere distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1943.

Per fortuna, non tutto andò perduto. Alcune piante vennero salvate da Piero Portaluppi, l’architetto che restaurò la Casa degli Atellani, una famiglia di cortigiani degli Sforza. Proprio nel cortile di questo splendido palazzo, è stata ripiantata la vigna di Leonardo, nella sua collocazione originaria, con l’ausilio dell’Università di Scienze Agrarie di Milano, della Confagricoltura e della Fondazione Portaluppi.

Non tutti sanno che il vino di Leonardo era la Malvasia di Milano, che è stato possibile vendemmiare nel 2018 grazie al progetto scientifico curato dall’Università degli Studi di Milano.

Le sue uve sono state raccolte il 12 Settembre e lasciate fermentare a buccia in una giara in terracotta, successivamente interrata secondo l’antico metodo greco-romano. La Malvasia di Milano, Anno I – è stata imbottigliata in esclusivi 330 Decanter ispirati al disegno di Leonardo da Vinci presente al folio 12.690 del manoscritto Codice Windsor e realizzati da Alberto Alessi nella sua azienda vinicola Cascina Eugenia. I Decanter sono progressivamente numerati e sigillati con timbro di garanzia e cera lacca. La prima delle 330 Opere rimarrà esposta all’interno del museo sotto la splendida volta affrescata da Bernardino Luini, a memoria del secolare legame tra Leonardo e la città di Milano.

All’interno della Teca dove è custodita la 1/330, accompagnano l’Opera un gioiello geometrico che racchiude una sfera contenente 2.2 grammi della terra originaria, unitamente ad una pergamena anastatica certificante l’autenticità dell’Opera stessa.

La Dama di Milano è invece il vino che nasce dalla stessa e preziosa uva, Malvasia di Candia aromatica – vitigno di Leonardo, e ancora oggi coltivata dal Castello di Luzzano, tra Pavia e Piacenza. Le sue caratteristiche sono: colore giallo paglierino brillante; profumo intenso, con note floreali di acacia, cipresso e menta; sapore tipicamente aromatico, equilibrato e morbido. La bottiglia è realizzata in tiratura limitata ed è dedicata a La Dama con l’Ermellino, il dipinto di Leonardo da Vinci che ritrae Cecilia Gallerani, poetessa e amante di Ludovico il Moro. Si può trovare anch’essa presso lo spazio espositivo del museo.

Dal 2015 ad oggi il Museo “La Vigna di Leonardo” ha consolidato il suo ruolo di ambasciatore di un nuovo turismo culturale. A partire dalla riscoperta della Vigna del Genio e di Casa degli Atellani, passando per il racconto di Santa Maria delle Grazie e la prossima apertura della Casa Studio Piero Portaluppi, ora riaccende la luce sul poliedrico e indimenticato Philippe Daverio.

È per sua opera e strenua volontà che nel 2010 ritorna alla vita un luogo che era caduto in oblio da tempo. Fu il quattrocentesco refettorio del monastero domenicano di S. Agostino Bianco, che dopo le soppressioni di Maria Teresa d’Austria venne inglobato a fine ‘700 nell’attuale Palazzo Ravizza a Milano.

La struttura bramantesca dell’ambiente conserva la sinopia dell’ultimo affresco di Donato Montorfano, una Crocefissione con sullo sfondo Gerusalemme datata 1496, e che in piccolo è una versione in tutto gemella a quella visibile nel Refettorio della Basilica di Santa Maria delle Grazie.

La storia del monastero, e del suo refettorio affrescato, è un’altra testimonianza del glorioso Ducato Sforzesco e corre parallela a quella di Casa degli Atellani e della città di Milano.

Oggi il refettorio è diventato un’intima biblioteca che custodisce e valorizza l’intera collezione Daverio, esperto d’arte, non solo storico ma anche gallerista e accademico.

Quadri e libri, sculture, foto, ritratti, articoli di giornale e finanche il più piccolo oggetto tutto è espressione del suo gusto errante, curioso, innamorato e ironico.

Multiforme, come il suo ingegno.

E’ possibile visitare l’Universo Daverio in esclusiva e per piccoli gruppi in visita guidata, solo su prenotazione. Per informazioni e relativa prenotazione scrivere all’indirizzo mail: info@vignadileonardo.com

 

Very Wine Confidential. Very Milano Confidential. Very Food Confidential.

 

Sara Grosso
Ho studiato Ingegneria Gestionale e lavoro in ambito bancario, ma la mia grande passione per il vino mi ha portato a diplomarmi nel 2013 come Sommelier e ad approfondire sempre più questo bellissimo mondo diventando Wine Informer. Curiosa per natura, adoro leggere e sono autrice di un podcast intitolato “Storie di Coraggio”, dove parlo di libri che mi hanno lasciato il segno. Quando leggo, mi fa sempre compagnia un buon calice di vino, così ho pensato di proporre nei miei canali social, un pairing diverso dal solito, abbinando ad ogni libro il perfetto vino.

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