BOOK & WINE CONFIDENTIAL: ‘Le Braci’ e il Negroamaro Garofano

Un wine and book pairing perfetto. Un vino che si ispira ad un libro. Un nome scelto da Severino Garofano, enologo irpino, salentino di adozione, scomparso nel 2018 a cui si deve la rinascita del sud vitivinicolo cambiando in particolare le sorti del Negroamaro, erigendolo a vino nobile e non da taglio.

Una personalità pioneristica e controcorrente, così come i vini a cui ha dato vita, insignito del premio Luigi Veronelli alla carriera, come miglior winemaker nell’anno 2007.

Oggi i suoi figli Stefano e Renata proseguono il suo lavoro mantenendo alto il vessillo di valori imprescindibili, profili distintivi delle etichette prodotte: lavorare nel rispetto della vite, preservarne i profumi, dare vita solo a vini di qualità, ma soprattutto la scelta di prediligere il Negramaro, figlio legittimo di questo lembo di Salento, vitigno eclettico che costituisce la base di tutti i vini DOC e IGT e dà vita a vini rosati contemporanei e strutturati e a vini rossi complessi e longevi.

Il vino protagonista di questo articolo è Le Braci 2014, un Salento IGP Rosso, che si presenta con una struttura complessa, ottenuta dall’avvizzimento spinto degli acini. È vino da uve di Negramaro in purezza che sviluppa le sue potenzialità già durante l’invecchiamento in piccole botti di legno: il vino acquista così un aroma fresco e una regale sontuosità. Colore intenso con riflessi purpurei, tendenti al granato. Morbido, elegante, sontuoso al palato, regala al naso un bouquet intenso e ricco ed una lunga persistenza delle sensazioni gusto-olfattive. I suoi profumi di fiori e di frutta sono in bella evidenza: la menta, la prugna, le note sottilissime di frutti, la liquirizia, la vaniglia e le spezie. La morbidezza del suo sapore lungo chiude con una piacevole vena amarognola del vitigno da cui deriva.

Per gli abbinamenti, spazia dal cioccolato ai piatti della grande cucina. Non c’è niente di meglio, però, di un calice di questo vino per celebrare un’amicizia.

Un’amicizia ispirata da un libro, “Le braci”, un romanzo dello scrittore ungherese Sándor Márai, pubblicato  per la prima volta in Ungheria nel 1942, ed in italiano nel 1998.

Un libro ambientato nel 1940 in un castello ai piedi dei Carpazi, che parla di due uomini che da giovani sono stati inseparabili, che dopo quarantun anni tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l’altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null’altro contava, per loro. Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare. Tutto converge verso un «duello senza spade» – e ben più crudele. Tra loro, nell’ombra, il fantasma di una donna. E il lettore sente la tensione salire, riga dopo riga, fino all’insostenibile.

Il romanzo inizia con queste parole: “In mattinata il generale si soffermò a lungo nella cantina del vigneto. Vi si era recato all’alba insieme al vignaiolo perché due botti del suo vino avevano cominciato a fermentare. Quando finì di imbottigliarlo e fece ritorno a casa, erano già le undici passate. Ai piedi delle colonne, sotto il portico lastricato di pietre umide ricoperte di muffa, lo attendeva il guardiacaccia, che porse una lettera al padrone appena arrivato”…«Cosa vuoi?» disse il generale, e si arrestò con aria seccata. Spinse indietro sulla fronte il cappello di paglia a tesa larga che gli ombreggiava il viso arrossato. Da anni ormai non apriva né leggeva lettere. La corrispondenza veniva aperta e selezionata da un impiegato nell’ufficio dell’intendente. «L’ha portata un messo» disse il guardiacaccia, e rimase fermo sull’attenti. Il generale riconobbe la grafia, prese la lettera e se la ficcò in tasca”.

Questa lettera annuncia una visita. È il 15 agosto, la sera l’aria comincia a rinfrescarsi. Henrik è figlio di un ufficiale della Guardia reale, ha fatto carriera nell’esercito, di cui è diventato generale. Mentre attende la visita dell’amico d’infanzia, rivede la propria vita. Da giovani Henrik e Konrad sono stati “come gemelli nell’utero materno“, anche se Henrik proviene da una ricca famiglia della nobiltà, mentre Konrád è figlio di un barone povero. “Non ebbero bisogno di stringere patti di amicizia come fanno di solito i ragazzi della loro età, che indulgono con passionalità enfatica a rituali ridicoli e solenni, nella forma inconsapevole e grottesca in cui il desiderio si manifesta tra gli uomini quando decide per la prima volta di strappare il corpo e l’anima di un’altra persona al resto del mondo per possederla in maniera esclusiva. Il senso dell’amore e dell’amicizia è tutto qui. La loro amicizia era seria e silenziosa come tutti i grandi sentimenti destinati a durare una vita intera.”

Il racconto si svolge vicino ad un camino, dove i due amici, guardano un fuoco pian piano spegnersi, finchè non ne rimarranno solo braci. Ma prima che ciò accada, Henrik pone l’ultima domanda: “Si può e soprattutto si deve restare fedeli alla passione che ci possiede, anche se questo significa distruggere la propria felicità e quella degli altri?”Konrad risponde “Perché me lo chiedi? Sai che è così”.

Un libro straordinario per grandezza d’ispirazione e intensità di stile, da mettere accanto ai pochi libri bellissimi della sua epoca.

 

Very Book Confidential. Very Wine Confidential. Veery Food Confidential.

 

Sara Grosso
Ho studiato Ingegneria Gestionale e lavoro in ambito bancario, ma la mia grande passione per il vino mi ha portato a diplomarmi nel 2013 come Sommelier e ad approfondire sempre più questo bellissimo mondo diventando Wine Informer. Curiosa per natura, adoro leggere e sono autrice di un podcast intitolato “Storie di Coraggio”, dove parlo di libri che mi hanno lasciato il segno. Quando leggo, mi fa sempre compagnia un buon calice di vino, così ho pensato di proporre nei miei canali social, un pairing diverso dal solito, abbinando ad ogni libro il perfetto vino.

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