Parlare di Tua Rita è un’ottima occasione per tracciare il percorso di crescita dei vini dell’altra Toscana, quelli della Val di Cornia, nel nord della regione, fatti con uve che parlano di territorio e si concentrano meno sugli aspetti varietali. Che cosa vuol dire? Che qui a determinare il carattere del sorso è la natura del terreno, la sua composizione e la sua vicinanza al mare. 
Abbiamo già scritto di Poggio Argentiera, figlia minore di Tua Rita e di recente acquisizione, l’azienda a cui vengono affidate le etichette più giovani, i vini più leggeri, quelli adatti a tasche meno impegnative e dal gusto ricercato, apprezzabili a tutto pasto. (https://www.wineconfidential.it/winery/poggio-argentiera-vini-giovani-fatti-per-i-giovani/).
E’ tempo quindi di parlare di Tua Rita. Con una storia che inizia negli anni Ottanta, oggi rappresenta un nome di fama internazionale, e si vanta di un export che arriva in circa 92 paesi nel mondo.
Le origini. Intanto il nome. Tua Rita è semplicemente l’inversione di Rita Tua, che nel 1984 ha acquistato, insieme al marito Virgilio Bisti, il rudere come era allora, con nove ettari di terreno di cui solo uno vitato, per farne una dimora di campagna. Siamo in località Notri, Suvereto, in provincia di Livorno, nella Val di Cornia. Si deve sapere che qui all’epoca andava di moda il Sangiovese a grappolo grosso perché molto produttivo, ma Rita e Virgilio che subito si appassionarono alla viticoltura, non persero tempo a sperimentare altre varietà e nel 1988, con la complicità del giovane enologo Luca D’Attoma (esperto di taglio bordolese), impiantarono Merlot e Cabernet. I successi non tardano e Tua Rita si afferma sempre di più per la produzione di rossi di grandissima qualità. L’agilità dei proprietari, la loro competenza agricola e l’arrivo dell’enologo Marco La Mastra portano a un’ascesa costante dell’azienda e a un suo piazzamento tra i grandi nomi. Prima nel 1992 con il Giusto di Notri, da blend di uve Cabernet, Sauvignon e Merlot, poi con il vino principe dell’azienda, il Redigaffi, da uve Merlot, prima vendemmia 1994, che ottiene il 100/100 Robert Parker per l’annata 2000.
A gestire Tua Rita oggi sono Simena figlia di Rita e Virgilio e suo marito Stefano Frascolla, uomo dinamico e dalla mente brillante, che ci ha accolto in azienda e si occupa di cantina, produzione e immagine dell’azienda.
Prima del Giusto di Notri, è doveroso nominare il cosiddetto entry level dei rossi, il Rosso di Notri. Assaggiamo l’annata 2024, ed è fatto con uve Cabernet Sauvignon e Merlot, poi una restante parte di Cabernet Franc e Syrah. Affina unicamente in cemento, la produzione va dalle 110 alle 150mila bottiglie ed è il vino più influenzato dall’annata. La 2024 è stata molto fresca, con estate calda ma non torrida, primavera piovosa il giusto, e i vini hanno grande frutto, ottime maturazioni fenoliche (massimo accumulo di antociani, tannini e polifenoli ossia gli aromi), grazie a una vendemmia regolare.
Nell’annata 2023, nonostante gli attacchi di peronospora, le uve sono state ben preservate, grazie a delle centraline di controllo che Tua Rita ha adottato e a trattamenti specifici fatti tutti a mano, sulle varietà precoci, come Merlot e Syrah. La pioggia è stata regolare e frequente, l’estate inizialmente equilibrata e poi caldissima. Ma il terreno era ben idratato e quindi maturazione e vendemmia sono state ottime. Qui si parla di potenza ma grande equilibrio, a metà tra le annate classiche e austere e quelle più fresche. Un risultato piacevole e apprezzabile.
Il Giusto di Notri è il vino bandiera. Blend di Cabernet Sauvignon (80%), 10% Merlot e 10% di Cabernet Franc. Il classico supetuscan ancora approcciabile nel prezzo (scaffale a 90 euro circa). Vino completo che mette insieme note scure e frutta matura, con tannini ben fatti e un’eco mediterranea al sorso.
Redigaffi, Toscana Igt, Merlot, annata 2023. Gli impianti di Merlot sono stati incrementati dal 1988 al 2004, su terreni molto argillosi, ricchi di scheletro. Da un totale di sei ettari e mezzo, si producono circa 14mila bottiglie e 600 magnum. Un vino che ha segnato la storia della cantina, da quando Giorgio Pinchiorri, guru della ristorazione, ne volle l’esclusiva della prima annata, era il 1994. Racconta Stefano che era rimasta una parte di Merlot esclusa dal blend, ce ne erano appena due barrique e a Pinchiorri ne venne data solo una, l’altra fu poi imbottigliata da Tua Rita come il primo Redigaffi. Fu il ristoratore a farlo conoscere, e Redigaffi fu citato prima da Wine Spectator e poi incoronato da Robert Parker.
Per questo gioiello enologico, tutto viene fatto rigorosamente a mano, selezione, raccolta, defogliazione, qualsiasi trattamento. La sosta è di 18/19 mesi in barrique nuove per l’80% e selezionatissime apposta per il Merlot, che qui si trova a suo perfetto agio (ricordiamo grazie all’intuito di D’Attoma), traducendo territorio e clima in modo magnifico. I rimandi sono floreali e fruttati, insistono le spezie scure come il pepe e quelle dolci date dal legno, ma solo accennate, in totale equilibrio con note balsamiche moto fresche. In bocca il marchio territoriale, sapidità e acidità che esaltano il sorso in un avvincente beva, anche in solitaria.
Keir, Toscana Igt Syrah, 2023. Syrah fatto in anfora e prodotto dal 2016. Stefano Frascolla ammette di essersi piegato alle volontà dell’enologo Marco La Mastra, del consulente Luca D’Attoma e di suo figlio Giovanni per far uscire finalmente questo vino. La vinificazione avviene lentamente in anfora, con un’estrazione lunga sei mesi, ferma. Questo procedimento è molto rispettoso nei confronti del vitigno che esprime sensazioni delicate di spezie, pepe bianco, anche in annate potenti l’anfora aiuta a mantenere le caratteristiche intatte. A seguire fa cinque o sei mesi di barrique per fissare il colore e infine bottiglia. Un sorso energico, vino accattivante, delicato e profondo allo stesso tempo, esprime chiare note mediterranee, fresche, salmastre. Un vino di costa dall’impronta regale.
Tua Rita è simbolo del rinascimento del vino italiano, iniziato già negli anni duemila, proprio accanto a grandi mostri come Bolgheri, da cui Virgilio e Rita hanno cercato negli anni di imparare, non mancando di arrivare anche nei paesi d’oltralpe nei loro lunghi viaggi di scoperta e apprendimento. E poi l’ascolto del territorio, fondamentale per comprenderne la vocazione e in questo l’enologo La Mastra e il consulente D’Attoma sono stati passaggi fondamentali. L’azienda è in continuo movimento e tradotto nell’acquisizione di Poggio Argentiera, la maremmana. Insomma, dai grandi rossi alla versione più quotidiana del bere, Tua Rita risponde al richiamo di ogni generazione, senza distinzione, in un saper fare moderno ma con le solide basi del passato.
Grazie a Riccardo Gabriele, Pr Comunicare il vino per l’opportunità. Foto fornite dall’ufficio stampa e in parte originali.

























