POGGIO ARGENTIERA, vini giovani fatti per i giovani

Poggio Argentiera, sorella minore della grande e storica azienda Tua Rita a Suvereto, in alta Toscana, è una giovane realtà che investe nella produzione di vini freschi, immediati e profumati. Non da meno, approcciabili grazie a un prezzo contenuto. 

Entrambe le aziende sono vicine al mare. Poggio Argentiera è in una zona favorevole e ventilata, nei pressi del Parco dell’Uccellina, gli appezzamenti sono tra il Podere Adua e le vigne situate a Baccinello. I vini sono aromatici, influenzati dalla salinità del mare, e la sera grazie alle correnti fredde dall’interno, non mancano le differenze di temperatura che donano complessità di sentori.

Vini giovani fatti per i giovani, questo immediatamente ci è venuto in mente all’assaggio. Prima della storia dell’azienda, vorremmo raccontarvi le etichette rappresentative della produzione, frutto e risultato di una filosofia in vigna e in cantina sempre al passo con i tempi. In linea con la visione dell’enologo Marco Lamastra e la giovane gestione di Giovanni Frascolla, terza generazione di Tua Rita.

Vermentino, Maremma Toscana Doc, 2025. Il Vermentino è il riferimento della costa Toscana, le uve vengono lasciate in cella frigo per l’abbattimento della temperatura e il a seguire la criomacerazione per l’estrazione dei profumi. La vinificazione è in acciaio semplice, il vino rimane in  bottiglia per completare il suo percorso e infine va sul mercato. Assaggiamo l’annata 2025. Non è ancora uscita sul mercato e questa è un’anteprima. Esprime in bocca il voler essere un vino sincero, armonico, che fa della sua giovinezza un valore. L’esordio di qualcosa di nuovo che richiama alla convivialità del vino e al suo essere il centro di rapporti sociali e condivisione. Sorso beverino  e che solo in parte vive all’ombra dell’azienda madre, Tua Rita. Quello che incide è un forte equilibrio tra qualità e prezzo il che lo rende attraente e facile al consumo.

 

Ciliegiolo, Maremma Toscana Doc, 2024. Il Ciliegiolo è la varietà cardine della Maremma. Le uve provengono dalle vigne vecchie che poggiano su terreni affacciati sull’Argentario e l’Isola del Giglio. Una parte molto autentica del territorio e ancora in parte sconosciuta. Il Ciliegiolo qui è in purezza e due parti, separatamente. affinano l’una in acciaio e l’altra in cemento. La prima annata è stata la 2022, un’etichetta nuova che dopo tre mesi è stata esaurita a seguito di una forte domanda. È un vino di presenza tra Morellino Annata e Riserva, non cerca volume ed estrazione ma solo bevibilità e frutto.  Anche questo un vino alla portata di tasca, che viaggia tra i 15 e 16 euro a scaffale. Normalmente usato per accompagnare il Sangiovese, da solo tiene benissimo il sorso ed è sempre molto buono e gioioso.

Bellamarsilia, Morellino di Scansano Docg, 2023. Questo Morellino di Scansano, Sangiovese in purezza, è una vera interpretazione della denominazione, un sorso gastronomico, di facile beva e di prezzo contenuto. Come era alle origini. Non si fa la Riserva, per mantenere questo tratto distintivo di leggerezza e non appesantirlo con inutili orpelli gusto olfattivi.  La vinificazione avviene in acciaio, esce dopo tre anni di affinamento in bottiglia. Molto fresco e apprezzabile anche per palati giovani e poco esperti e che vogliono bere un rosso semplice, non banale ma che deriva dall’esser fatto bene. Mantiene il sorso sapido e la freschezza pungente di questi terroir, per raccontarsi e raccontare i luoghi in cui nasce.

Un breve focus sulle denominazioni

La denominazione Maremma Doc è ampia, una delle più grandi della Toscana, parte dalla costa e arriva a Scansano (dove Grosseto è a sua volta una delle province più ampie d’Italia). Poggio Argentiera è ai confini e vicinissima al mare, il che rende i vini diversi da quelli prodotti nell’entroterra. I terreni sono sabbiosi e sciolti, poi cambiano nella zona di Cupi, verso Scansano dove i terreni sono adatti per il Sangiovese e i bianchi. Infine la tenuta comprende la parte alta tra Baccinello e Poggio Maestrino, dove dimorano due vigneti di pochi ettari e il Sangiovese qui diventa Superiore. Accanto al Ciliegiolo e a piccole produzioni di Merlot e Cabernet Franc, i vini di questa parte sono belli, intriganti e complessi. La Docg Morellino di Scansano è la bandiera dei rossi e dona carattere a dei vini che con tutta la loro contemporaneità non possono che strizzare l’occhio a una tradizione che rimanda costante la sua eco.

La storia di Poggio Argentiera

Il podere Adua è sede del centro direzionale aziendale e risale ai primi del 900, epoca della bonifica della Maremma. La storia di Poggio Argentiera inizia nel 1997 con l’acquisto della tenuta da parte dell’agronomo Giampaolo Paglia, di origini maremmane, e di Justine Keeling, marketing manager inglese. Nel 2015 le due tenute passano nelle mani della famiglia Frascolla, proprietaria anche dell’azienda vitivinicola Tua Rita di Suvereto.

Stefano Frascolla

L’acquisto di Poggio Argentiera è stato l’inizio di un’avventura che ha svelato un terroir molto particolare, diverso da quelli della zona di Suvereto.
L’azienda in questi anni è cresciuta e dagli originari 6 ettari del 2002 l’azienda adesso conta 30 ettari vitati, di cui 28 in produzione. Gestire gli sbalzi di umore del meraviglioso territorio maremmano ha richiesto pazienza, dedizione e competenza. La prossima vendemmia, l’undicesima, darà ulteriore conferma di questo grande impegno. In azienda si tende a mantenere integri i terreni, nel maggior rispetto possibile: agricoltura integrata, sfruttamento degli antagonismi naturali tra parassiti, tecniche di lavorazione del terreno atte a ostacolare naturalmente le piante infestanti. In fase di certificazione Equalitas, l’azienda si avvale dell’utilizzo di pannelli solari che copre all’oggi più del 30% del fabbisogno aziendale e punta all’80% nei prossimi 5 anni.

Ricordiamo gli altri vitigni in produzione, Alicante, Syrah e Viognier. In azienda è aperta un’attività ricettiva, grazie alla ristrutturazione della sala degustazioni e all’allestimento di una parte esterna relax per le degustazioni all’aperto. Nell’ottica di vivere a pieno i dintorni e conoscere i vini e i territori da cui provengono.

 

Susanna Schivardi
Filologa non pentita, ho trascorso anni a studiare testi classici prima di laurearmi in lettere antiche. Lettrice instancabile e amante di tutto ciò che è bello e buono, ho deciso di seguire un’altra passione: l’enogastronomia. Dopo una giovinezza tra bottiglie importanti e ottima cucina, ho scelto di trasformare quell’interesse in un percorso professionale. Scrivo da quando avevo vent’anni, spaziando tra arte, costume, politica e cultura, e nel 2024 sono diventata giornalista professionista. Da buona filologa, non smetto mai di approfondire: oggi frequento il corso per sommelier FIS a Roma e continuo a viaggiare per l’Italia alla ricerca di cantine con storie da raccontare e chef capaci di innovare con gusto. Racconto vino e cibo con curiosità e passione, per chi li ama e per chi vuole scoprirli meglio. Evito volentieri i tecnicismi, convinta che la semplicità sia il cuore della comunicazione. Il mio motto? Parlare meno, bere e assaggiare di più.

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