MOSCATO D’ASTI DOCG 2025 DI CASCINA GALLETTO

Vi proponiamo oggi un assaggio per l’estate. Fresco, vibrante e con una nota glicerica accentuata, il tutto per una gradazione molto bassa. 

Il MOSCATO D’ASTI Docg 2025, Cascina Galletto, Canelli. 
La uve utilizzate provengono dai vigneti di proprietà situati nei comuni di Santo Stefano Belbo e Castiglione Tinella e con esposizione sud, sud-est a 400 metri sul livello del mare.

Il Moscato Bianco è una varietà aromatica, un’uva che sprigiona sentori avvolgenti e ricchi di frutto maturo, pesca bianca, melone, ananas, ma non mancano nuance floreali intense, bergamotto, acacia, agrume, miele. Un vino semplice e complesso allo stesso tempo, dalla tradizione antica. Coltivato fra i fiumi Bormida e Tanaro nelle province di Asti, Alessandria e Cuneo, il Moscato Bianco è un vitigno antico testimoniato fin dal 1300. Utilizzato per la produzione di spumante e Vino dolce. La storia appartiene strettamente alle Langhe e Monferrato dove le condizioni pedoclimatiche sono favorevoli alla coltivazione della varietà.

La sua consistenza ha una bollicina fine e meno frizzante dello spumante, sempre prodotto in autoclavi di acciaio, la fermentazione con lieviti aggiunti viene interrotta, e quindi si alza il residuo zuccherino per lasciare poco spazio all’alcol, che si attesta sui 5,5 gradi. Un vino molto gradevole e di grande successo sulle tavole domestiche e la ristorazione, si abbina facilmente a piatti dolci, come pan di spagna e preparazioni spugnose, biscotti secchi e dolci natalizi, una macedonia fresca con frutti maturi, ma non disdegna l’abbinamento con il salato, grazie a una tendenza acida discreta che dona freschezza e quindi, perché no, da provare con cucina asiatica, piatti in agrodolce, pesce crudo, formaggi erborinati e di media stagionatura.

Il Moscato d’Asti Docg 2025 di Cascina Galletto è un vino elegante e raffinato, il perlage fine e consistente, colore giallo paglierino tenue e discreto. naso e bocca ricchi di sentori e sensazioni profumati come vuole la varietà. In questo vino notiamo la frutta e il fiore in primo piano, lievi cenni di agrume come mandarino e arancia matura, sul finale una parte glicerica accentuata di miele e una discreta tendenza acida che dona freschezza.

La sua finezza ci conquista al primo sguardo, un’etichetta molto garbata, colori tenui, un’evocazione alla quieta contemplazione di un paesaggio al tramonto, o la rasserenante melodia della natura che si apre sui terrazzamenti vitati quando i raggi solari si illanguidiscono e subentra la notte. Un vino appagante e sincero, prodotto da Cascina Galletto, azienda nel cuore delle Langhe a Santo Stefano Belbo (città di origine di Cesare Pavese), fondata da Mario Perrone negli anni settanta. Continuano la tradizione il figlio Mauro e il nipote Fabio che dopo aver studiato enologia ad Alba entra operativo in azienda nel 2000.

A pochi chilometri da Alba e Asti, il centro offre la possibilità di assaggiare vini di altissima qualità ma anche godere di paesaggi ed eventi che sul territorio non mancano. Cascina Galletto, dai 19 ettari di vigneti intorno, offre una produzione che va dai bianchi come Favorita, ai rossi con Barbera, Dolcetto e Nebbiolo, e infine ottimi Alta Langa e Passito di Moscato Bianco.

Grazie a Pellegrini Spa che è il distributore dell’azienda e l’ufficio stampa Babol Communication.

 

Susanna Schivardi
Filologa non pentita, ho trascorso anni a studiare testi classici prima di laurearmi in lettere antiche. Lettrice instancabile e amante di tutto ciò che è bello e buono, ho deciso di seguire un’altra passione: l’enogastronomia. Dopo una giovinezza tra bottiglie importanti e ottima cucina, ho scelto di trasformare quell’interesse in un percorso professionale. Scrivo da quando avevo vent’anni, spaziando tra arte, costume, politica e cultura, e nel 2024 sono diventata giornalista professionista. Da buona filologa, non smetto mai di approfondire: oggi frequento il corso per sommelier FIS a Roma e continuo a viaggiare per l’Italia alla ricerca di cantine con storie da raccontare e chef capaci di innovare con gusto. Racconto vino e cibo con curiosità e passione, per chi li ama e per chi vuole scoprirli meglio. Evito volentieri i tecnicismi, convinta che la semplicità sia il cuore della comunicazione. Il mio motto? Parlare meno, bere e assaggiare di più.

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