Dal 21 al 23 maggio 2026 a San Severo torna il Festival degli Spumanti di Capitanata: tre giorni di degustazioni, convegni e laboratori del gusto con otto cantine riunite sotto il segno del Metodo Classico pugliese. Un progetto che punta a fare dello Spumante di Capitanata un brand identitario e strategico.
C’è un territorio nel nord della Puglia che da qualche decennio sta scrivendo una storia enologica sorprendente, silenziosa e ostinata come solo le grandi storie sanno essere. La Capitanata, quella vasta pianura tra il Tavoliere, il Gargano e il Subappennino Dauno, non è il posto che viene in mente quando si pensa alle bollicine italiane. Eppure è proprio qui che, nel 1979, tre amici musicisti appassionati di jazz, Girolamo D’Amico, Louis Rapini e Ulrico Priore, crearono il brand d’Araprì, diventando pionieri nella spumantizzazione con Metodo Classico in Puglia e tra i primi in Italia a farlo con uve autoctone. Da quella intuizione è nata un’intera filiera. E ora, con la seconda edizione del Festival degli Spumanti di Capitanata, in programma dal 21 al 23 maggio 2026 a San Severo, quella storia è pronta a farsi conoscere da un pubblico molto più ampio.
OTTO CANTINE, UN SOLO OBIETTIVO
Il metodo classico a San Severo ha radici che risalgono agli anni Settanta, ma mai prima d’ora i produttori locali erano riusciti a fare squadra su un prodotto. Ci ha pensato l’Associazione Capitanata Spumante Metodo Classico, che riunisce oggi otto cantine del territorio: Almagaia, Re Dauno, Cantine 7 Campanili, Teanum, d’Araprì, Alberto Longo, Borgo Turrito e Saracino. Un fronte comune costruito attorno a un vitigno, il Bombino Bianco, una varietà che si presta straordinariamente alla spumantizzazione metodo classico, grazie alla sua acidità naturale e al suo potenziale nell’affinamento sui lieviti. La produzione annua delle cantine associate si attesta già attorno alle 300.000 bottiglie — un numero che racconta la solidità di un progetto che non è più una scommessa, ma una realtà consolidata.
Il Festival nasce da questa visione collettiva. “Questa manifestazione può esistere solo attraverso il lavoro di squadra: valorizzare la qualità dei nostri spumanti significa promuovere la Capitanata e creare opportunità economiche capaci di offrire un futuro alle nuove generazioni nella propria terra”, ha dichiarato il presidente dell’Associazione Girolamo d’Amico. Parole che suonano come un manifesto generazionale prima ancora che imprenditoriale. E il presidente del GAL Daunia Rurale 2020 Vincenzo Simeone ha rinforzato il concetto con una visione strategica precisa: “Il grande sviluppo dell’industria del vino e delle bollicine ha portato l’Italia nel mondo. Lo Spumante di Capitanata, grazie anche a questo evento e all’Associazione, può diventare un brand strategico e identitario.”
TRE GIORNI TRA LABORATORI, CONVEGNI E DEGUSTAZIONI
Il programma della tre giorni è costruito su livelli diversi di profondità, capace di parlare sia agli addetti ai lavori sia al pubblico più curioso. Si parte giovedì 21 maggio presso la cantina d’Araprì, nella Sala ARCA, con il Laboratorio del Gusto “Miseria e Nobiltà: il Pancotto Garganico incontra il Metodo Classico”: un titolo che è già tutto un racconto, un incontro tra la cucina della memoria più povera e radicata e l’eleganza delle bollicine di Capitanata. Con il critico gastronomico Francesco Zompì e lo chef Massimo Andrea Di Maggio, l’abbinamento cibo-vino diventa chiave di lettura del territorio.
Venerdì 22 maggio il registro si fa più istituzionale ma non meno interessante: alla Palazzina Liberty di San Severo si tiene il convegno “Il Metodo Classico in Capitanata: stato dell’arte e prospettive”, con interventi accademici e istituzionali su sostenibilità, enoturismo e marketing digitale del vino. Laura de Palma dell’Università di Foggia affronterà il tema del cambiamento climatico e della vitivinicoltura sostenibile; il Sen. Dario Stefano dell’Università LUMSA parlerà di identità territoriale e governance locale come fattori strategici per lo sviluppo enoturistico; Susana Alonso della Digital Wine Marketing Academy porterà sul tavolo le strategie digitali per valorizzare vino e territorio nell’era della ricerca online. A chiudere i lavori, l’Assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli. La serata si trasferisce poi a Masseria Celentano per una cena conviviale tra degustazioni, cucina della tradizione e musica.
Il gran finale è sabato 23 maggio nella Villa Comunale di San Severo: una serata aperta al pubblico dedicata alle degustazioni degli Spumanti Metodo Classico di tutte e otto le cantine associate, accompagnate da eccellenze gastronomiche locali e musica dal vivo. Il modo più diretto e conviviale per capire cosa sta succedendo nelle vigne della Capitanata — e perché vale la pena prestare attenzione.
LE BOLLICINE COME STRUMENTO DI SVILUPPO
C’è qualcosa di significativo nel fatto che un festival dedicato al vino spumante si apra con un convegno sul marketing digitale e la sostenibilità climatica. Racconta di un territorio che non si accontenta di celebrare se stesso, ma vuole capire dove sta andando e come arrivarci. La Capitanata, la parte settentrionale della Puglia corrispondente all’antica Daunia, è una terra vocata: asciutta e generosa, favorita dall’esposizione e dal clima per una produzione limitata e di grande livello qualitativo. Il Festival è lo strumento scelto per trasformare questa vocazione in identità riconoscibile, in brand spendibile sui mercati nazionali e internazionali.
Come ha sottolineato il founder di One Eventi Salvatore Di Matteo, l’obiettivo è “costruire un format capace di coniugare divulgazione, esperienza e intrattenimento, rivolgendosi a un pubblico sempre più ampio.” E i sommelier, come ha ricordato Enzo Buoncompagno di AIS Foggia, non sono semplici tecnici del calice: sono narratori del territorio, chiamati a trasmettere al pubblico emozioni, storie e il lavoro di chi quelle bollicine le produce ogni giorno. Dal vigneto al click, come recita uno dei titoli del convegno: la Capitanata ha tutto quello che serve. Mancava solo la voce giusta per raccontarlo.
VERY WINE CONFIDENTIAL!





















