CANTINA VALLE ISARCO: per i 60 anni arriva Cotarella

Cantina Valle Isarco festeggia i 60 anni della sua fondazione. Parliamo della più giovane cooperativa vinicola dell’Alto Adige, con 150 ettari di vigneti in 11 comuni. E per l’anniversario, arrivano i vini firmati da Cotarella.

Fondata nel 1961 da 24 famiglie, oggi conta 135 soci e terreni cha vanno da Bolzano fino a Bressanone (Varna, Bressanone, Funes/Tiso, Velturno, Chiusa, Laion, Castelrotto, Villandro, Barbiano, Fié e Renon). Il 98% della produzione di Cantina è dedicata ai vini bianchi, dove primeggia il Kerner affiancato da Sylvaner, Grüner Veltliner, Gewürztraminer e Müller Thurgau.

Qui ogni anno vengono prodotte 950mila bottiglie che rappresentano 14 varietà (10 bianche, 4 rosse), per un totale di 28 etichette, per un fatturato di 6 milioni di euro, conquistato nel canale Ho.re.ca per l’85% in Italia (di cui la metà in Alto Adige) e per il 15% all’estero. A guidare Cantina Valle Isarco ci sono il presidente, in carica dal 2010, Peter Baumgartner, e il direttore generale Armin Gratl, che ricopre questo ruolo dal 2013.

La prima sede fu stabilita nella storica cantina di Maso Reinthalerhof con Anton Gfader, suo proprietario, nominato primo direttore dai 24 soci fondatori. In seguito all’incendio del vecchio Maso Reinthalerhof nell’inverno del 1962, la direzione della cantina decise di acquistarne i ruderi realizzando un nuovo stabilimento moderno.

Nel 1975, una copiosa nevicata fece crollare il capannone e che nel 1978 la Cantina Valle Isarco si trasferì negli attuali locali aziendali, facilmente raggiungibili sia dall’uscita autostradale di Chiusa sia dalla statale del Brennero. Nel 2005 presso la sede di Chiusa è stato costruito un nuovo stabilimento produttivo, sottoponendo invece la vecchia struttura a un intervento di risanamento generale.

La valle Isarco vanta una antichissima tradizione enologica. Le prime testimonianze rinvenute sono rappresentate dai ritrovamenti di semi d’uva e di oggetti per la produzione del vino risalenti al 500 a.C. Già nel Medioevo poeti e cantori, come Oswald von Wolkenstein e Walther von der Vogelweide, decantavano i vini della zona di Chiusa e Bressanone, poi dalla fine del XIX secolo fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale la viticoltura nella valle fu quasi abbandonata per poi essere ripresa e conoscere una nuova fiorente vita a partire dal 1961, proprio con la fondazione della Cantina Produttori Valle Isarco.

Un territorio che offre uno dei paesaggi naturali più suggestivi dell’Alto Adige, caratterizzato da maestose montagne, antichi masi, castelli, monasteri e punteggiato di villaggi, magnifici castagneti e soprattutto vigneti terrazzati, con i loro ordinati muriccioli in pietra: la gente è abituata a lavorare terreni prevalentemente scoscesi, mantenendo e curando fino a 950 metri di altitudine vigneti anche di minuscole dimensioni. È appunto, e soprattutto, questa varietà che suscita rispetto e mantiene vivo l’attaccamento nei confronti di una natura assolutamente unica.

«Abbiamo una varietà di microclimi e di vitigni molto interessante, distribuita su pendii aspri e versanti scoscesi, difficili da coltivare – spiega il direttore generale Armin Gratl –. Terreni leggeri e poveri, pietrischi di origini glaciale e sedimenti fluviali, con basse rese intrinseche».

Le condizioni climatiche ideali, l’alta qualità delle uve e l’esemplare lavorazione hanno reso oggi i bianchi della Cantina Produttori Valle Isarco fra i vini più rinomati dell‘Alto Adige. Il particolare microclima, caratterizzato da calde giornate estive e rigide notti nel periodo della vendemmia, assicura vini freschi, fruttati e ricchi di contenuto minerale. «Beneficiamo della notevole escursione termica fra giorno e notte – continua Gratl– dovuta alla vicinanza delle montagne, delle scarse piogge e dell’importante quantità di ore di sole nel corso dell’anno. Condizioni atipiche per un territorio alpino da cui la viticoltura trae grande beneficio».

Qui crescono uve uniche: Kerner, Sylvaner, Müller Thurgau, Grüner Veltliner, Gewürztraminer, Riesling, che danno vita a vini freschi, sapidi, minerali, con alte e sorprendenti percentuali di alcol, in grado di sviluppare profumi inediti rispetto ai cugini di altre zone dell’Alto Adige. I vitigni a bacca rossa, la cui produzione si situa nelle zone meridionali della vallata, subito alle spalle della città di Bolzano, sono invece la Schiava, lo Zweigelt e il Pinot Nero, di cui sono ancora da esplorare tutte le reali potenzialità.

«La nostra cantina – prosegue il dg – è composta da tante piccole realtà che portano avanti il loro maso a cui dedicano tante ore di lavoro, curando di persona e con grande attenzione le viti per produrre uva di ottima qualità, e per ottenere questo si deve fare tutto a mano. Nel nostro territorio il 90% del lavoro in vigna viene fatto a mano. L’80% delle nostre viti non è trattato con erbicidi e l’erba viene tagliata a mano. Sommando tutto lo sforzo e il lavoro che viene svolto manualmente in vigna possiamo dire che nelle nostre vigne si lavora circa un terzo di ore in più rispetto ad altre zone collinari dell’Alto Adige dove è possibile meccanizzare tutto il processo».

La valle d’Isarco è forse la regione vinicola meno conosciuta dell’Alto Adige e quella con le potenzialità più belle. Per questo che Riccardo Cotarella, tra i più celebri enologi italiani, ha accettato la sfida lanciatagli dalla Cantina Valle Isarco – Eisacktaler Kellerei, che è andata a bussare alla sua porta per chiedergli di firmare i suoi vini a partire dalla vendemmia 2020.

«Sono estremamente contento di questo nuovo incarico e molto positivoafferma Cotarella –. Ho accettato questa collaborazione con molto piacere, anzitutto perché l’Alto Adige è una delle poche regioni italiane che mi mancavano dove cimentarmi come enologo, in secondo luogo perché la ritengo una zona estrema in molti sensi, e unica, nel territorio, nei vitigni, nella mentalità di produzione, nella voglia di migliorarsi. A 72 anni bisogna avere motivazioni interessanti e qui le ho trovate, in questa cantina ci sono tutti gli ingredienti per poter mettere in campo una collaborazione piena di entusiasmo e di prospettive».

L’obiettivo è, naturalmente, ambizioso: «Esistono le condizioni per riuscire a fare il vino migliore della valle – afferma Cotarella –. Quanto prodotto fino a ora è già ottimo, per renderlo ancora più speciale, quindi, dobbiamo cercare minuziosamente dei margini di miglioramento, dobbiamo impegnarci tutti. Dobbiamo fare vini importanti, oltre che beverini. E questa cantina ha diversi motivi per fare vini molto personali: vigneti, esposizione, qualità intrinseca dei vitigni. Io sono assertore del fatto che il territorio sia importante laddove chi lo abita sa cosa significa valorizzarlo, ed è questo il caso, il territorio e i vitigni sono tutto: la cosa ancora più importante è l’approccio umano. Ritengo che non ci sia entità più predisposta a voler eccellere di una cantina sociale perché solitamente è mossa dalla voglia di dimostrare che non è solo un posto dove scaricare uva. Seguo circa 12 cooperative e ho trovato sempre questo spirito. Inoltre, una cantina sociale ha a disposizione una trasversalità umana e territoriale per portare a termine in viticoltura le sperimentazioni più importanti».

I VINI

A fianco della linea classica, Cantina Valle Isarco ha una produzione di alta qualità racchiusa nelle linee Aristos e Sabiona. Altro fiore all’occhiello è il Kerner Passito Nectaris.

– Linea Aristos –

La linea Aristos è composta da 9 vini che rappresentano i vitigni più importanti della cantina e vogliono rappresentare la massima espressione delle loro tipicità varietali e del territorio estremo in cui vengono coltivati. Le uve per questa linea vengono prodotte nei vigneti più pregiati della Valle. Per garantire la massima qualità le rese sono bassissime (vanno da 30 hl a 50 hl per ettaro).

  • Kerner Aristos

Prodotto con uve Kerner in purezza, vendemmiate a mano a completa maturazione. Dopo una pigiatura delicata e una breve macerazione a contatto con le bucce, la fermentazione avviene in serbatoi di acciaio inox. Il vino rimane nei medesimi recipienti per 7 mesi, dove può affinare le sue caratteristiche organolettiche. Versando nel bicchiere l’AristosKerner spicca il suo colore giallo verdognolo tendente al paglierino. All’olfatto presenta un frutto delicato e un carattere gradevolmente aromatico, che si sviluppa con grande eleganza su note di pesca. Al palato è secco e pieno, con una struttura vivace e un intrigante finale di noce moscata. Molto versatile nell’accostamento con il cibo, questo vino si abbina meravigliosamente ad antipasti leggeri, speck e piatti a base di uova e funghi. Non disdegna inoltre portate a base di pesce d’acqua dolce e frutti di mare o i risotti alle erbe. Da provare come aperitivo.

  • Sylvaner Aristos

Viene prodotto esclusivamente a partire da uve Sylvaner, vendemmiate al raggiungimento del massimo grado di maturazione. Dopo un breve contatto con le bucce, la fermentazione del mosto ha luogo per metà in botti grandi di legno di acacia e per metà in acciaio inox, con 7 mesi di affinamento sulle fecce nobili. Si tinge nel bicchiere di un bel giallo verdognolo tendente al giallo chiaro. Il naso spazia tra aromi di pesca e di mela verde, che volgono con eleganza verso gradevoli note minerali. In bocca è robusto e vivace, con un finale incredibilmente fresco e persistente. Indicato in abbinamento con antipasti e piatti della cucina marinara, è perfetto insieme alle carni bianche, agli asparagi o come aperitivo.

  • Pinot Grigio Aristos

I vigneti di Pinot Grigio si trovano a un’altitudine di circa 550-650 metri, su terreni di matrice prevalentemente argillosa, piuttosto ricchi e profondi. La pressatura soffice è preceduta da un breve periodo di macerazione a freddo. La fermentazione si svolge per metà in grandi botti di quercia e per metà in vasche d’acciaio inox. Il vino matura sui suoi lieviti per circa 7 mesi in serbatoi in acciaio. Rappresenta un’interpretazione d’eccellenza qualitativa di questa importante varietà, troppo spesso banalizzata con vini di basso livello. È un’etichetta perfetta per chi desidera scoprire il vero volto del Pinot Grigio nella sua massima espressione. Il colore è giallo paglierino con riflessi dorati. All’olfatto esprime un bouquet ampio e complesso, con aromi di pera, mela verde, frutta tropicale, sfumature floreali e delicatamente speziate. Il sorso è ricco e armonioso, con un centro bocca succoso e denso, che si distende verso un finale di equilibrata freschezza e buona persistenza gustativa.

  • Pinot bianco Aristos

Le vigne di Pinot Bianco sono coltivate a un’altitudine compresa tra i 450 e i 650 metri sul livello del mare, su terreni ghiaiosi d’antica origine alluvionale, poco profondi e ricchi di porfido. Al termine di una breve macerazione a freddo a contatto con le bucce, le uve vengono pressate delicatamente. Il mosto fiore viene avviato alla fermentazione, che si svolge in tini d’acciaio inox a temperatura controllata. Il vino riposa sui propri lieviti in vasche d’acciaio per 7 mesi prima dell’imbottigliamento. Si presenta con un colore giallo paglierino luminoso. Al naso esprime aromi di pera, mela, cenni agrumati, sfumature di fiori bianchi, mandorla fresca ed erbe di montagna. Il sorso è elegante e di grande equilibrio, con un frutto delicato e un finale fresco e armonioso.

  • Müller Thurgau Aristos

Il Muller Thurgau si è rivelato subito uno dei vitigni più adatti alle caratteristiche pedoclimatiche della valle. Per la produzione dell’etichetta “Aristos” vengono selezionate solo le uve delle migliori parcelle, vendemmiate con basse rese. Le vigne si trovano a un’altitudine di 750-950 metri sul livello del mare e sono coltivate su terreni ghiaiosi poco profondi di origine alluvionale, con presenza di diorite. La fermentazione si svolge in tini d’acciaio inox a temperatura controllata ed è preceduta da una breve macerazione a freddo a contatto con le bucce. Prima dell’imbottigliamento, il vino riposa sui propri lieviti in vasche d’acciaio per 7 mesi. Il Muller Thurgau Aristos è sicuramente una delle migliori espressioni in assoluto di questo vitigno, che necessita di essere coltivato in altitudine, con clima fresco e forti sbalzi termici, per regalare aromi eleganti e mantenere una buona freschezza. Nel calice ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, mentre all’olfatto sprigiona aromi intensi e maturi di frutta gialla, frutta tropicale, sfumature di scorza d’arancio e agrumi. Al palato è armonioso, con un centro bocca dal frutto succoso, ben bilanciato da sensazioni sapide e da una freschezza elegantemente equilibrata.

  • Grüner Veltiner Aristos

Le parcelle in cui si coltiva il Grüner Veltliner sono comprese a un’altezza fra i 550 e i 600 metri sul livello del mare, e si caratterizzano per un sottosuolo profondo, ricco di argilla e sabbia. La fermentazione del mosto avviene a temperatura controllata per metà della massa totale in botti di legno di acacia, e per la rimanente metà in serbatoi d’acciaio inossidabile. La successiva maturazione ha una durata di 7 mesi in acciaio, dove il vino rimane a contatto con le proprie fecce nobili per 7 mesi. Si annuncia alla vista con un colore giallo paglierino, caratterizzato da qualche sfumatura più verdastra visibile soprattutto nell’unghia. Il naso pullula di profumi interessanti, che virano dal floreale al fruttato, con note anche esotiche, passando poi per leggeri richiami più minerali. In bocca è di corpo medio, con un profilo gustativo fresco, che fa leva su una sapidità incisiva. Chiude con un finale dotato di ottima persistenza. Da abbinare a piatti di pesce e a risotti vegetariani.

  • Gewürztraminer Aristos

Viene realizzato interamente da uve Gewürztraminer, raccolte e selezionate interamente a mano. In seguito ad una pigiatura soffice dei grappoli, il mosto fermenta in serbatoi di acciaio inox a temperatura controllata. Successivamente il vino matura per 7 mesi sulle fecce nobili prima di essere imbottigliato. Veste nel calice un colore giallo verdognolo brillante. La sua fragranza aromatica elegante e intensa si combina bene con note speziate di chiodi di garofano e di vaniglia. Al palato è speziato, aromatico e robusto. Perfetto con i crostacei e i piatti gratinati, questo vino esalta i formaggi piccanti e si presta bene come aperitivo.

  • Riesling Aristos

Questo vino è prodotto interamente a partire da uve Riesling, con vendemmia manuale dei grappoli. Dopo una pigiatura soffice degli acini, la fermentazione si svolge esclusivamente in vasche di acciaio inox a temperatura controllata. Seguono 7 mesi di affinamento delle caratteristiche organolettiche sulle fecce nobili. Ha un colore giallo verdognolo tendente al giallo chiaro. Eleganti sentori fruttati di pesca, di albicocca e di mela cotogna si fondono al naso con delicate minerali. In bocca è fresco e speziato, presentando una notevole struttura ma anche una stravolgente raffinatezza. Eccelle in compagnia di delicati antipasti e di piatti a base di pesce o frutti di mare. Si abbina bene con le portate della cucina asiatica o con le ostriche ma è indicato anche come aperitivo.

  • Sauvignon Aristos

I vigneti di Sauvignon vengono coltivate in parcelle comprese fra i 450 e i 600 metri sul livello del mare. Ci troviamo nei territori che circondano Campodazzo, nella zona meridionale della valle Isarco, caratterizzati da suoli profondi di origine alluvionale, dove abbonda il porfido. Gli acini vengono pigiati delicatamente, e il mosto ottenuto fermenta a temperatura controllata in serbatoi d’acciaio inox, senza svolgere la malolattica. L’affinamento finale si svolge in acciaio, dove il vino rimane a contatto con le fecce fini per un periodo di 7 mesi. Il Sauvignon “Aristos” Cantina Valle Isarco si annuncia all’occhio con un colore tipicamente paglierino, attraversato da leggere venature che tendono più al verdastro. Tocchi erbacei si presentano al naso per primi, arricchiti poi da sfumature vegetali e floreali e anche da rimandi più fruttati. All’assaggio è di corpo tendente al medio, con un sorso vibrante e asciutto da cui emerge una bella freschezza; il gusto richiama le componenti erbacee già riscontrate durante l’analisi olfattiva, arricchite da una venatura più sapida. Perfetta da abbinare a piatti di pesce, anche crudo, e a selezioni di formaggi freschi.

– Linea Sabiona –

Le vigne che coprono i ripidi pendii dei possenti rilievi dioritici di Sabiona si collocano in una delle migliori zone colturali in assoluto. È da qui che vengono i due vini al top della piramide della qualità di Cantina Valle Isarco, il Kerner Sabiona e il Sylvaner Sabiona, prodotti con le uve coltivate nei ventilati e tiepidi vigneti del monastero benedettino di Sabiona, che sorge su un’alta rupe che sorveglia il borgo di Chiusa in Val d’Isarco, in Alto Adige. Sabiona è la culla spirituale dell’intero Tirolo e costituisce uno dei più antichi monumenti cristiani della regione e dell’arco alpino. È stata la sede vescovile del Tirolo (diocesi di Sabiona), prima dello spostamento della stessa a Bressanone attorno all’anno 1000. Il monastero può essere visitato partendo dal paese di Chiusa e percorrendo a piedi il percorso di un’antica Via Crucis. Proprio sotto le mura di difesa della rocca, all’interno della vigna, giacciono sepolte le tracce della prima Cattedrale Vescovile, le cui fondazioni, risalenti al V-VI secolo. Un luogo storico ed estremamente suggestivo, che dà vita a una produzione limitata di 3.000 bottiglie a vitigno che viene messa in vendita dopo l’affinamento di 10 mesi sulle fecce e di un anno in bottiglia. I due vini rientrano nella Doc Alto Adige Valle Isarco.

  • Kerner Sabiona

I vigneti si trovano a 750 metri di quota, i terreni sono alluvionali pietrosi contenenti diorite, magri, ricchi di scheletro e poco profondi.La pigiatura è delicata dopo un breve tempo di contatto con le bucce, quindi avviene la fermentazione a temperatura controllata in botti di legno di acacia. Segue una maturazione sulle fecce nobili in tonneaux per 15 mesi, dopodiché il vino matura per ulteriori 9 mesi in bottiglia. Alla vista si presenta di un bel colore giallo chiaro, mentre al naso sprigiona un profumo intenso, aromatico, con sentori di albicocca e pesca. In bocca è speziato, corposo, con un’acidità spiccata, molto equilibrato. Ha una capacità di invecchiamento di 8-12 anni, e si abbina alla perfezione ad antipasti, piatti di pesce, asparagi, risotti alle erbe, piatti a base di uova o funghi.

  • Sylvaner Sabiona

I vigneti si trovano a 650 metri di quota, i terreni sono alluvionali pietrosi contenenti diorite, magri, ricchi di scheletro e poco profondi. Una parte dell’uva viene pigiata delicatamente e fermentata in tonneaux, l’altra parte fermenta sulle bucce in serbatoi in acciaio inox. Segue una maturazione sulle fecce nobili in tonneaux per 15 mesi, dopodiché il vino matura per ulteriori 9 mesi in bottiglia. Il colore va da verde a giallo chiaro. Al naso sprigiona aromi di mela e pera, spezie e qualche nota di erbe. In bocca è di notevole struttura, retrogusto pieno e persistente, con un piacevole gioco di acidità. È un vino che ha una capacità di invecchiare di 8-12 anni. Si abbina ad antipasti, pesce bollito e fritto, carni bianche, primi piatti alle verdure.

– Nectaris Kerner Passito –

Nectaris, rarità ricca di nobiltà e dolcezza, ottenuta da uve giunte a perfetta maturazione e vendemmiata tardivamente. L’appassimento, della durata di cinque mesi: durante questa fase il peso dell’uva si riduce a meno della metà e, nel contempo, aumenta il tenore zuccherino che dopo la pressatura raggiunge circa il 38%. Dopo una lenta fermentazione in vasche di acciaio inox, il vino viene fatto maturare in barrique per circa cinque mesi, con successivo travaso in bottiglia da 0,375 l. Il risultato è una straordinaria armonia tra tenore zuccherino residuo e piacevole freschezza, un vino che profuma di frutta esotica e frutta secca, dal sapore dolce e suadente, pieno, di grande equilibrio. Ha potenzialità di invecchiamento di 6 – 8 anni ed è perfetto con i dessert ma anche con formaggi saporiti. Il tenore alcolico è di 8,5% vol.

 

Very Wine Confidential. Very Food Confidential.

 

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