Notizia attesa da giugno, ora diventata ufficiale: il via libera dalla commissione Europea per gli health warning sulle bottiglie di vino per l’Irlanda
Il 22 dicembre scorso è finito il periodo di moratoria per il Public Health Alcohol Labelling Regulations, con il quale il governo irlandese ha introdotto l’obbligo di avvertenze sanitarie sulle etichette dei prodotti alcolici, incluso il vino. Nonostante i pareri contrari presentati da diversi Paesi, tra cui l’Italia, la Commissione europea non ha presentato alcuna obiezione, ma ha suscitato invece molte perplessità tra le varie organizzazioni nazionali di categoria e schieramenti politici italiani.
Riccardo Cotarella presidente di Assoenologi dichiara: “Il problema è che questo provvedimento si espanda a macchia d’olio presso altri paesi, specialmente non produttori di vino. Noi addebitiamo alla Comunità Europea una leggerezza che non è solo di oggi nel prendere provvedimenti. Noi riteniamo di aver fatto un grave, non a non rispondere, ma è stato il silenzio assenso, quindi come al solito non si prendono decisioni. Noi enologi non dobbiamo permettere a questi provvedimenti scellerati e folli di intaccare l’importanza della storia e della cultura del vino italiano. Noi da anni prodighiamo un consumo moderato ed intelligente”.
il Presidente di FIVI Lorenzo Cesconi critica l’iniziativa irlandese e il via libera europeo: “Il tema della salute e dei consumi alimentari non si affronta con il terrorismo e il proibizionismo: bisogna distinguere il vino dalle altre bevande alcoliche e dagli spirits. I Vignaioli italiani ed europei sono alleati delle istituzioni, non nemici, nelle campagne per l’educazione e il consumo responsabile: lo siamo per definizione, proprio perché il nostro vino non è una semplice bevanda alcolica, ma un prodotto culturale lontano anni luce dalle sostanze di cui si abusa nella ricerca dell’ubriachezza. Ma le regole di etichettatura proposte dall’Irlanda e il sostanziale via libera europeo rappresentano un madornale errore. Non solo sono un evidente ostacolo alla libera circolazione delle merci e comportano ulteriori costi, che si sommano agli altri già onerosi costi amministrativi che si devono affrontare per le vendite all’estero. Ma il dato più preoccupante è che le avvertenze proposte dal governo irlandese non tengono minimamente in considerazione la differenza tra abuso e consumo, elemento presente anche nel Piano di Lotta europea contro il Cancro», prosegue Cesconi. «Non ci sottraiamo certo al confronto sulla tutela della salute e sul consumo moderato, che da sempre promuoviamo in Italia e in Europa. Abbiamo preso parte al programma Wine In Moderation, proprio perché crediamo nell’importanza di una comunità coesa su questo fronte. Ma è necessario che i legislatori europei e nazionali capiscano che la strada del proibizionismo è un vicolo cieco, e che è necessario distinguere il vino dalle bevande alcoliche in generale e dagli spirits. Il tema dei consumi alimentari andrebbe affrontato in modo complesso, partendo dai tanti determinanti della salute e abbandonando le crociate, che uccideranno il vino ma non porteranno certamente un aumento dei livelli di benessere della popolazione”.
Anche Coldiretti afferma “Il via libera dell’Unione Europea alle etichette allarmistiche sul vino è un attacco diretto all’Italia, principale produttore ed esportatore mondiale con oltre 14 miliardi di fatturato di cui più della metà all’estero” e precisa che “il pericoloso precedente rischia di aprire le porte a una normativa che metterebbe a rischio una filiera che in Italia dal campo alla tavola garantisce 1,3 milioni di posti di lavoro, principale voce dell’export agroalimentare”.
“È del tutto improprio assimilare l’eccessivo consumo di superalcolici, tipico dei Paesi nordici, al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità e a più bassa gradazione come la birra e il vino, diventato in Italia l’emblema di uno stile di vita attento all’equilibrio psico-fisico, da contrapporre all’assunzione sregolata di alcol”. Ha dichiarato il presidente Ettore Prandini.
Insomma, un argomento molto dibattuto che sta creando molte perplessità qui in Italia. Un argomento di cui sentiremo ancora parlare.
Very Wine Confidential. Very Food Confidential.




















