La Chianti Classico Collection, presso la Stazione Leopolda a Firenze, il 16 e 17 febbraio 2026, ha offerto come sempre un appuntamento importante che riporta gli esperti del settore a un confronto immediato sull’espressione identitaria dei vini. In base all’annata e alle zone di produzione di una denominazione che si specializza sempre di più. 223 le aziende presenti, 680 etichette, di cui 190 Chianti Classico Riserva e 185 Gran Selezione, in varie annate.
Annata 2024 decisamente vincente. Ci ha convinto in quasi tutti gli assaggi, segna un cambio di passo verso una nuova dimensione fatta di leggerezza e bevibilità. Una riflessione questa che nasce direttamente dalla grande rassegna organizzata dal Consorzio di Tutela del Chianti Classico con partnership di eccellenza, e che vuole invitare soffermarsi sui passi fatti in questi ultimi anni. Presenti all’edizione 2026 come sempre tanti giornalisti e esperti del settore, in una full immersion dedicata in versione seduta, con assaggi a richiesta per analizzare con puntualità le annate, oppure ai banchi di assaggio, adatti ai winelover che desiderano assaporare il Chianti Classico con leggerezza e convivialità. Il motivo conduttore di quest’anno è Wine is Culture, e rappresenta un momento di inizio per raggiungere nuovi traguardi, specialmente un pubblico che ancora stenta ad amare il vino per quello che è, frutto di cultura, studio e soprattutto aderenza al territorio. Una bevanda che di fatto si accompagna al cibo, che in Italia rappresenta addirittura un bene patrimonio dell’Umanità.
Il Chianti Classico ha radici profonde che vanno indietro al 1716 anno in cui vennero definiti i confini della denominazione. Ma i confini culturali, sia chiaro, risalgono a molto prima, in una stratificazione temporale impressionante. Dal medioevo, alle contese rinascimentali, e tutto quello che ha portato alla costruzione di edifici, manufatti, arte, ma anche un’eredità territoriale che è ancora oggi specchio delle produzioni come il vino. Vino come prodotto agricolo ma anche compendio di storia, architettura, conoscenze, condivisione e accoglienza. Ed è per questo cultura, se per cultura si intende tutto ciò che è tangibile e parte integrante dell’agire quotidiano.
Confermiamo che il 2025 ha chiuso in positivo: in un contesto internazionale sempre più complesso e caratterizzato dall’incertezza, la denominazione ha registrato una crescita nelle vendite, guadagnando in termini di volumi più di un punto percentuale rispetto all’anno precedente, e andando così a confermare la tendenza dell’ultimo triennio. il Gallo Nero è saldamente presente sulla tavola degli italiani con particolare apprezzamento per il Chianti Classico Gran Selezione, il vertice della denominazione. L’approccio del consumatore italiano può essere ben sintetizzato nello slogan “bere meno, bere meglio”. E come sempre, l’export fa la parte del leone. Nel 2025 le vendite all’estero hanno visto una concentrazione sui mercati USA e Canada, e un aumento del fatturato su mercati dai volumi più bassi, come Svezia, Germania, Norvegia che mostrano segnali importanti di crescita del fatturato.
L’ANNATA 2024 – L’andamento stagionale dell’annata 2024 ha visto l’inverno molto regolare, generando un lieve anticipo nel germogliamento della vite. La seconda metà del mese di aprile e il mese di maggio hanno segnato temperature sotto la media, provocando un rallentamento dello sviluppo vegetativo della vite. Le particolari caratteristiche pedoclimatiche del territorio del Chianti Classico, con un’altitudine dei vigneti elevata e una buona ventilazione in tutte le zone, unite all’esperienza nella gestione del vigneto acquisita negli anni dai viticoltori del Gallo Nero, hanno fatto sì che lo stato fitosanitario del vigneto fosse sempre sotto controllo.
Le condizioni di clima fresco e adeguate piogge autunnali hanno portato alla perfetta maturazione delle uve, con una spiccata acidità e un grado zuccherino non elevato che ha determinato gradazioni più basse nei vini della 2024. “Sono molto soddisfatto della vendemmia 2024 – dichiara il Presidente Giovanni Manetti – la sanità delle uve portate in cantina è stata perfetta, e noi produttori di Chianti Classico saremo ripagati dalle fatiche di una lunga raccolta con dei vini particolarmente eleganti e freschi, con uno stile che ricorda le grandi annate degli anni ’90.”
Così è stato, la 2024 si presenta in grande rinnovamento, evidenziando le migliori caratteristiche della denominazione. Si apre a finezza ed eleganza insieme a tanto equilibrio. Il che fa ben sperare per Riserva e Gran Selezione. I sentori agrumati sono tornati in rilievo, l’acidità e la persistenza in bocca regalano sollievo al palato, lungi da toni austeri delle annate precedenti vittime, ahinoi, di temperature ostili e malattie impervie. Il frutto è fresco, lieve, piacevole, sussurrate le spezie, il tutto in perfetta armonia con tannini ben fatti e non invasivi.





















