Le bollicine del Caterina Rosé di Podere Casanova di Montepulciano spumeggiante omaggio alla donna
Questa storia ha come attori principali: le donne, Giacomo Casanova, Podere Casanova di Montepulciano e le bollicine rosé.
Ci stiamo avvicinando all’8 marzo ed ogni scusa è buona per festeggiare le donne e tutto il loro immane sapere e potere. Facile, per chi scrive, tessere le lodi del genere a cui appartiene ma mi terrò alla larga da facili luoghi comuni.
Mi preme raccontarvi come gli attori di questa storia si uniscano intorno ad una bollicina rosé made in Toscana che affonda le sue origini in terra veneta e che, da quella terra, porta con sé uno dei personaggi più romanzati e discussi: Giacomo Casanova.
Ci troviamo a pochi chilometri da Montepulciano dove Susanna Ponzin e il marito Isidoro Rebatto, per scelta di vita e professionale, sono impegnati nella salvaguardia del paesaggio e contro ogni spreco di risorse.
Affermano che “….fin da giovani, ci siamo avventurati con slancio in imprese orientate alla sostenibilità, in particolare con il recupero di centrali idroelettriche dismesse e riattivate per la produzione di energia pulita. La decisione di ridare nuova vita al Podere Casanova nasce da questa visione e dalla convinzione che rappresenti le peculiarità delle nostre migliori risorse: la seduzione della bellezza, il piacere del gusto, i paesaggi dell’armonia. è una nuova impresa, dunque, che racconta tutte le unicità e le affinità che corrono fra la nostra terra di origine, il Veneto, e questa terra di elezione, la Toscana: quelle affinità culturali, artistiche, enogastronomiche che sono state all’origine del Rinascimento italiano e di molta altra storia ancora”.
La scelta del nome del Podere è suggestiva e affonda radici nella storia dell’avventuriero Giacomo Casanova che approdò in più circostanze nell’ondulata Toscana. In realtà il Casanova si invaghì perdutamente della giovane Caterina che venne immediatamente spedita in convento in Toscana dal padre appena la notizia dell’amore clandestino divenne nota. Il Casanova non si arrese e seguì la sua amata rinchiusa ormai in convento. Unica occasione di incontro la messa settimanale.
La storia, lasciatemi dire, assumerà sfumature scabrose che lascio a voi scoprire, rimaniamo all’idea romantica di questo amore tormentato ed ostacolato a cui Poderi Casanova si ispira per la sua bollicina rosé.
Infatti, il Caterina Rosé di Podere Casanova di Montepulciano è nel nome un omaggio a Caterina, dama di cui si era innamorato perdutamente Giacomo Casanova, a cui è intitolato – per affinità elettiva – il Podere.
Rosate e spumeggianti, piacevolissime, le bollicine del Caterina Rosé sono un omaggio alla donna anche nel loro colore e nel corpo di gran carattere e personalità, ben avvolto però di delicatezza. Di un seducente colore rosa corallo, perlage fine ed elegante, il Caterina Rosé porta in sé la struttura forte e decisa della bacca rossa del Sangiovese, che lo compone all’80% e viene ingentilita da un 20% di Chardonnay, Grechetto e Verdello.
Quando lo si versa nel calice, sprigiona una fine nuance di sentori floreali (fra cui spiccano delicate note di petalo rosa) e fruttati, quali piccoli frutti rossi e al palato risulta fresco, setoso, armonico e di buona persistenza.
Podere Casanova è un luogo nel quale è possibile immergersi tra i filari di vigne ricchi di colore in armonia.
Qui le uve maturano in filari di viti sangiovese, merlot, petit verdot, cabernet sauvignon, syrah, petit manseng e grechetto, per dirne alcuni.
Insomma, la conoscenza del vino passa da quella di un territorio sorprendente che Susanna e Isidoro amano e amano raccontare.
Concludo suggerendo di degustare le bollicine del Caterina Rosé per un aperitivo fra amiche, oppure per accompagnare a tutto pasto un brunch o una cena leggeri e salutari, a base di risotti, formaggi freschi e leggeri, carni bianche, uova, insalate. O, ancora, è un raffinato e dolce pensiero da regalare per l’8 marzo ad un’amica.
Very Wine Confidential. Very Food confidential.


















