VITIS 2019: la celebrazione dei vini bianchi del ROERO

Bianchi del Roero alla ribalta con l’incoronazione dei migliori vini per il 2019. La prima edizione di VITIS – I Grandi Bianchi del Roero ha riconosciuto i vini che per l’anno 2019 sono rappresentativi del territorio roerino, con la sua storia e tradizione vitivinicola e con i suoi paesaggi patrimonio Unesco.

Un’iniziativa fortemente voluta dall’Enoteca Regionale del Roero 2.0 che promuove sul territorio nazionale e internazionale i bianchi e i rossi dei propri 66 afferenti.

I vini bianchi del Roero hanno ora un premio annuale per portare oltre i confini regionali e nazionali la bellezza del loro territorio, già patrimonio Unesco, e la qualità dei suoi vitigni. Si tratta di VITIS – I Grandi Bianchi del Roero che ha visto la sua prima edizione svolgersi al Castello Reale di Govone (CN). Promotrice dell’evento l’Enoteca Regionale del Roero 2.0 con le sue 66 aziende agricole vitivinicole, con il sostegno del Consorzio per la Tutela del Roero per la promozione della DOCG Roero.

A questo territorio appartengono importanti vitigni, tra cui gli autoctoni Arneis, Roero e Langhe Favorita, tuttiriconosciuti con la DOCG.

Il paesaggio roerino è contraddistinto dai 1000 ettari vitati a Roero DOCG, ovvero Arneis e Roero, per una produzione di più di 6 milioni di bottiglie, di cui il 60% destinato all’export. La sola Enoteca Regionale del Roero 2.0 vanta la presenza di ben 300 etichette nella sua selezione e ha generato nel 2018 tra vendite e promozione un fatturato di 256mila Euro. Numeri importanti che si uniscono, a distanza di neanche un anno dalla fondazione dell’Enoteca 2.0 nel febbraio 2017, alle 9.500 bottiglie vendute dalla sola Enoteca nel 2018, con l’interesse da parte dei mercati europei, Paesi Scandinavi in testa e Germania a seguire. Il terzo mercato più forte per i vini del Roero è proprio l’Italia. Il vino più richiesto è il Roero Arneis e a seguire il Roero Arneis Spumante, Nebbiolo e Roero, con un ruolo importante dei vitigni autoctoni delle terre roerine.

Il progetto di una premiazione annuale è nato proprio per promuovere in modo crescente la valenza e la qualità dei vitigni roerini con i suoi bianchi migliori”, dichiara il Direttore dell’Enoteca Regionale del Roero 2.0 Pier Paolo Guelfo. “L’intenzione dell’associazione è di portare il brand Roero all’apice della conoscenza e questo impegno si registra nei numeri che abbiamo generato lo scorso anno e nell’interesse crescente del settore wine&food per le nostre etichette”.

In questa prima edizione sono stati premiati con il titolo onorario di Vini dell’anno 2019 dell’Enoteca Regionale del Roero il Soelì Roero Arneis DOCG Metodo Classico della Cascina Lanzarotti, la Langhe Favorita DOC 2018 della Cascina Chicco, il Roero Arneis DOCG 2018 dell’Azienda Agricola Borgogna Rivata e il Serramiana Roero Arneis DOCG 2018 della Cantina Marsaglia, la riserva Sette Anni Roero Arneis DOCG dell’Azienda Agricola Negro Angelo & Figli e il Moscato d’Asti DOCG Santa Vittoria d’Alba dell’Azienda Agricola Fratelli Rabino.

Nel corso della serata di premiazione, ogni membro della giuria ha raccontato un vino specifico, ricordando la storia del vitigno e descrivendone il terreno di provenienza e le note di degustazione. Ogni vino è stato selezionato da una giuria di enologi e rappresentanti di AIS, ONAV e FISAR

Il Presidente dell’Enoteca, il senatore Marco Perosino, ha rimarcato come “dalla fondazione dell’Enoteca 2.0 questo è solo l’inizio e solo una delle tante iniziative di cui l’Associazione vuole farsi promotrice, portando in autunno il territorio del Roero alla ribalta anche a Roma, in collaborazione con la Langa”.

Innovativi anche i modi in cui l’Enoteca 2.0 promuove e propone di degustare i suoi vini, con la proposta anche di cocktail in cui i bianchi del Roero sono i protagonisti. Un approccio moderno al bere bene, rispettando la tradizione vitivinicola.

STORIA DEI VINI BIANCHI AUTOCTONI DEL ROERO

Dichiarati Patrimonio Mondiale Unesco assieme alle Langhe e al Monferrato, i paesaggi vitivinicoli del Roero testimoniano la tradizione storica della coltivazione della vite, dei processi di vinificazione, di un contesto sociale, rurale e di un tessuto economico basati sulla cultura del vino.

L’area della DOCG Roero comprende il territorio amministrativo dei comuni di Canale, Corneliano d’Alba, Piobesi d’Alba e Vezza d’Alba, e in parte di quelli di Baldissero d’Alba, Castagnito, Castellinaldo, Govone, Guarene, Magliano Alfieri, Montà, Montaldo Roero, Monteu Roero, Monticello d’Alba, Pocapaglia, Priocca, S. Vittoria d’Alba, S. Stefano Roero, Sommariva Perno.

Il suolo del Roero è di tipo marnoso-arenario con prevalenza di arenarie, rocce sedimentarie di origine marina, e un buon tenore in calcare, argilla e sabbia, elemento quest’ultimo che rende il terreno sciolto e gli conferisce sofficità e grande permeabilità. L’origine marina di questi terreni li porta ad essere poveri di sostanza organica, ma ricchi in sali minerali. Su di essi ha origine la viticoltura roerina. Vitigni coltivati esclusivamente sui terreni collinari ed entro i 400 metri di altitudine, colline la cui pendenza porta ancora oggi i viticoltori ad eseguire gran parte delle operazioni colturali manualmente. Tutti elementi, il terreno, il clima e il ciclo vegetativo che influiscono sulle caratteristiche organolettiche del vino.

Della coltivazione dell’Arneis nel Roero si ha traccia scritta già tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500. Due secoli dopo l’Arneis è riconosciuto come una tra le uve più qualitative, al pari del Moscato, e come questa vinificata principalmente dolce o sotto forma di vermouth. All’inizio dell’800 il nome Arneis compare nei registri contabili come “bianco Arnesi”, contrapposto a “bianco di uve diverse”. Nel XX secolo il vitigno subisce le conseguenze della crisi della viticoltura, tanto che viene coltivato come uva da tavola e posto accanto al nebbiolo per attirare gli uccelli (da qui il nome di “nebbiolo bianco”), vista la sua dolcezza e la maturazione precoce. È necessario attendere fino agli anni ’70 per vedere ricostituiti vigneti dedicati unicamente all’Arneis. La produzione di questo vino bianco secco ha immediatamente un grande successo sia in Italia che all’estero cosi che nel 1989 ottiene la DOC fino ad arrivare al 2004 quando ottiene la DOCG.

Altro bianco autoctono del Roero è il Langhe Favorita, il cui nome richiama i ‘favori’ che l’uva e il vino meritavano sulle nobili mense dei Roero mentre i biondi riflessi del grappolo sembrano evocare la luminosità del sole e del cielo liguri, è un vitigno che ha origini comuni al Vermentino ed è giunto nel Roero lungo le strade dell’olio e del sale. Già a partire dal XVII secolo viene citato nei registri di cantina delle casate nobili della zona. Dal 1994 ottiene la DOC come Langhe Favorita, sebbene venga coltivato principalmente nel Roero. Sulle colline sabbiose del Roero trova l’ambiente ideale per portare a completa maturazione i suoi grappoli dorati.

Infine il Moscato Bianco, per il quale la storia ci riporta indietro fino al 1300. Vitigno già conosciuto in epoca romana, è legato ai toponimi di Santa Vittoria d’Alba (Moscatello e Vinea Moscatelli) fin da periodi tardo medievali. Questo territorio rimarrà zona d’elezione anche nei secoli successivi. Il disciplinare “Asti” attesta a tale tradizione enoica la “Sottozona Santa Vittoria d’Alba”, a fronte delle particolari qualità organolettiche espresse del vino, grazie a madre natura che ha segnato in modo profondo le caratteristiche ambientali e morfologiche delle colline, ottimizzandone le coltivazioni enoiche. Nel 2016 si volta pagina, con una iniziativa di marketing che porta maggiore visibilità e sviluppo al Moscato d’Asti Sottozona Santa Vittoria d’Alba.

Very Wine Confidential. Very Food Confidential.

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