IOVINO 2026, Marche e Campania secondo Manilo Frattari

Un’occasione unica per incontrare da vicino i produttori della Marche e della Campania per conoscere e raccontare ad una platea di esperti operatori, comunicatori e wine lovers storie, territori ed evoluzioni che hanno reso uniche le regioni delle Marche e della Campania, areali ancora autentici e inesplorati e ricche di un’ampelografia ancora intatta.

Gli approfondimenti proposti in questa edizione – “Pietanze territoriali in abbinamento”, condotto da Romina Lombardi con la collaborazione di giornalisti enogastronomici. “La Nuova Via dei Rossi Marchigiani”. Degustazione guidata da Pierpaolo Rastelli, influente critico enogastronomico e  responsabile guida per le Marche del Gambero Rosso. “Il Misterioso Sciascinoso”, Degustazione guidata da Alessandro Marra, degustatore e Vice Curatore nazionale della guida e coordinatore Slow Wine Campania.

Le menti di IoVino. Manilo Frattari e Romina Lombardi 

Approdando in ogni luogo la nostra priorità era conoscerne la storia seguendo quel filo che unisce le innumerevoli realtà facendone un territorio unico, non potevamo certo trascurarne il vino. Tale piacere ci ha spinto a seguire dei corsi fino a giungere al diploma di sommelier, poi essendo membri segretari di una delegazione, ad organizzare eventi ed incontri mensili con i produttori che ci proponevano i loro vini in “verticali”. L’organizzare ci ha dato la possibilità, non indifferente, di nutrire sempre più profondo rispetto per il grande lavoro di quei produttori che rendono noto oltre al loro VINO anche il proprio pensiero legato al lavoro atto a divenire. L’esperienza che si trae dalla terra, terra che forgia la vite e tempra il “vigneron” che umilmente ed orgogliosa fierezza comunica a noi avventori un mondo che ha origini lontane ritrovandole tutto in un bicchiere. Abbiamo riscontrato in loro una passione che rende quei territori sempre più delineati come a recuperarne le origini uniche e gli aspetti più preponderanti, da qui la nostra spinta a creare un nuovo evento che desse voce direttamente al vino: IO VINO, come a dire “io, il vino, narro una storia di svariati anni passando attraverso la storia, io il vino intriso di anime, famiglie, lavoro, fatiche e… glorie”. 

Ne abbiamo incontrate di belle e di nuove, la qualità dell’evento è sempre molto alta e i riflettori su due regioni così talentuose nella produzione è davvero un valore aggiunto alla conoscenza di realtà che meritano sguardi approfonditi.


Le Marche di Andrea Giorgetti si esprimono con garbo e talento. Cantina giovane, siamo cuore del territorio maceratese, culla della denominazione Colli Maceratesi DOC, tra l’Appennino e il Mare Adriatico, dove Andrea ha deciso di coltivare un piccolo grande sogno, studia enologia e con l’amico Nicolò Marchetti, che è anche l’enologo dell’azienda, sfida il mercato e si dedica alla rivalutazione del vitigno Ribona, oltre all’utilizzo di Sangiovese e Montepulciano. Aganita, Marche rosato Igt, 2024, da uve Sangiovese al 90% ha un’espressione dal timbro salino, con bocca succosa e vitale. Davvero buono. Flosis, Colli Maceratesi Doc, 2024, da uve Ribona, ripiantato nel 2009, per omaggiare la storia del posto e richiamare alla memoria un vitigno molto espressivo. Bianco schietto e verticale, in bocca una sferzata di energia.

Con Alabastra, cantine Pintore&Valentino, invece entriamo nel vivo della viticoltura campana, in provincia di Avellino, cantina di grande spessore e di assenza di improvvisazione, vocata ai vini da invecchiamento. Assaggiamo la linea 2018 che come dice Lucia, la titolare, è pronta adesso. La famiglia segue la filosofia del vino da far uscire quando è pronto, non vuole proporre al pubblico quei vini di cui si sente dire, ha un buon potenziale da gustare tra qualche anno. Per Angelo e Lucia l’attesa esiste in cantina e sul mercato l’assaggio deve essere pronto, immediato. Quindi abbiamo Greco di Tufo, Falanghina, Fiano (eccezionale), in una orizzontale 2018 in cui percepiamo sentori ancora freschi, nitidi e attenti. Molto contemporanei nonostante l’età.


Azienda Cosimato Renato, titolare omonimo, un pioniere del Cabernet Sauvignon nella zona di Baronissi, provincia di Salerno. Tra l’Irpinia e il Cilento, l’azienda è giovane, nata nel 2017 e nel 2021 producono il primo vino. Escono con Fiano, Rosato di Aglianico e due Cabernet Sauvignon e un Aglianico. Assaggiamo le annate 2022, 2023, e annata 2024. I vini fanno almeno un anno di bottiglia, i rossi anche due o tre anni. I vigneti sono terrazzati e si distendono su due ettari di vigna, poche bottiglie, pur venendo da una cantina storica, con un caseggiato antico e i locali adiacenti poi ristrutturati. L’enologo ha creduto nel Cabernet, impiantandolo ex novo nel 2020. La gradazione rimane sui 13,5 gradi alcol e la beva è molto piacevole, raffinata con alcune accortezze prese in cantina a distanza di un paio di anni. Il Fiano Campania Igp  2023 ha un sorso audace, integro. Ottimi i rossi,  Campania Rosso Igp 2022 e il Colli di Salerno Igp 2021, il gusto rimane salino, mineralità presente, acidità e freschezza ottime, il vegetale del cabernet regala uno nota identitaria interessante in queste zone dove l’internazionale si incontra raramente.


Vini Gagliardi ci fa entrare nel pieno della storia, risale al 1955, a Matelica, dove regnano il Verdicchio e tra i rossi, Merlot e un magnifico Ciliegiolo. L’uso sapiente della anfore, acciaio e poco legno. Verdicchio di Matelica Doc 2024, frutta fresca come mela, ricco di note vegetali e floreali. Magnifico il Maccagnano, Verdicchio di Matelica Docg, 2022, un trentennale che racchiude tre diverse annate in una sorta di ricolmo perpetuo, il vino di punta di grande personalità con corpo pieno e beva consistente. Viene fatto con le uve della vigna più vecchia e trascorre due anni in cemento.

Cantina Tredaniele, in alto Cilento a 600 metri sul livello del mare. Sono tre fratelli di cognome Daniele e Trentinara è il paese che deriva da Tre Denari, ai tempi dei soldati romani che si affacciavano da questa altura per controllare i luoghi e difendersi dai nemici. Per lo più acciaio, pochi i passaggi in barrique. Assaggiamo Vesali, Paestum Igp, Fiano 2024. Ha un naso molto profumato, camomilla, erbe mediterranee, frutta secca, finanche frutto giallo polposo. Bocca molto piena e di lunga scia minerale e sapida. Interessante. Il Corsole, Paestum Igp Fiano, 2024, versione senza legno piccolo, tendente ad acacia e note muschiate, lievi scie agrumate lo rendono fresco al sorso. Bocca vigorosa e slanciata.

I volti di IoVino 2026 

Susanna Schivardi
Filologa non pentita, ho trascorso anni a studiare testi classici prima di laurearmi in lettere antiche. Lettrice instancabile e amante di tutto ciò che è bello e buono, ho deciso di seguire un’altra passione: l’enogastronomia. Dopo una giovinezza tra bottiglie importanti e ottima cucina, ho scelto di trasformare quell’interesse in un percorso professionale. Scrivo da quando avevo vent’anni, spaziando tra arte, costume, politica e cultura, e nel 2024 sono diventata giornalista professionista. Da buona filologa, non smetto mai di approfondire: oggi frequento il corso per sommelier FIS a Roma e continuo a viaggiare per l’Italia alla ricerca di cantine con storie da raccontare e chef capaci di innovare con gusto. Racconto vino e cibo con curiosità e passione, per chi li ama e per chi vuole scoprirli meglio. Evito volentieri i tecnicismi, convinta che la semplicità sia il cuore della comunicazione. Il mio motto? Parlare meno, bere e assaggiare di più.

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