BEREROSA 2026, ROMA SI TINGE DI ROSA CON CUCINA&VINI

120 etichette per la quindicesima edizione dell’evento che quest’anno si arricchisce anche di un importante messaggio, bere bene e in maniera consapevole. Il vino rosato per questo si presta benissimo ed è anche la ragione per cui è amato dalle nuove generazioni.  

L’evento si è svolto il 2 luglio all’ombra degli alberi secolari nella Villa Appia Antica a Roma, in uno spazio verde infinito, dove è stato possibile anche organizzare una breve salita in mongolfiera e un’altalena a forma di nuvola per il relax. Roma antica ha celebrato un vino relativamente nuovo e percepito come giovane, nell’ottica delle alte temperature estive che richiedono sollievo e freschezza. I rosati nelle forme spumantizzata e ferma, da tutte le regioni della penisola e isole comprese, in un pomeriggio che ha visto l’arrivo di tanti giovani e enoappassionati.

Patron della manifestazione è Francesco d’Agostino, direttore di Cucina&Vini, rivista che da 15 anni cura le edizioni di una manifestazione che è ormai un immancabile appuntamento romano. 

Da quindici anni ci confrontiamo con un pubblico veramente numeroso e abbiamo assistito a un progressivo incremento della presenza dei giovani under trenta, la cosiddetta generazione Z – racconta Francesco D’Agostino, direttore di Cucina & Vini -. L’interesse per il vino rosa è trasversale e il suo consumo, a livello mondiale, si riduce meno che per il vino in genere, prendendo in sostanza quote un tempo appannaggio del rosso. Ne sono consapevoli alcune importanti denominazioni che stanno introducendo la tipologia Rosé nei disciplinari di vini storicamente rossi, prima fra tutte la Docg Chianti.

In Italia, inoltre, il mondo dei vini rosa fermi non conosce un processo di incremento di valore al di là del costo di produzione, tipico della Francia; resta in una comfort zone, aspetto che il mondo giovanile apprezza, come spiega una recente ricerca di Iswr. La ricerca poi conferma che i giovani bevono essenzialmente per creare delle situazioni socializzanti, difficilmente un rappresentante della nuova generazione degusta da solo. E lo fanno con una maggiore consapevolezza nell’approccio al calice, altra caratteristica che evidenzia una differenza sensibile con le generazioni precedenti. Insomma il Bererosa, con la sua naturale propensione alla condivisione in leggerezza, si adatta perfettamente all’idea di consumo di questa fascia di consumatori”. 

Gli abbinamenti ai calici di rosato 

L’appuntamento dell’estate romana dedicato ai vini rosati nella collaudata formula walk around tasting, incontra il gusto artigianale dei Salumi Sei Colli, storico marchio Bresciano, che è sponsor ufficiale dell’evento. Il brand ha firmato la proposta gastronomica con uno spazio di degustazione e vendita dedicato, dove assaggiare grandi eccellenze tra cui il prosciutto crudo stagionato. Accanto a Salumi Sei Colli anche Sfornaio e la sua pizza bianca espressa pronta da farcire con i salumi e proposte vegetariane. Sempre per la parte cibo, i fritti di La Bottega dell’Oliva Ascolana, i grissini Vitavigor nonché uno spazio dedicato agli Extravergine selezionati da Olives Road.

Grande novità di questa edizione di Bererosa 2026 è stata l’area dedicata al divertimento a cura di Cosmic Crisp® la mela dal Piacere Celestiale! Il team Cosmic Crisp® presenta l’eccellenza di questo prodotto attraverso abbinamenti e una drink list inedita, con momenti in mongolfiera, dove il pubblico ha fatto un giro in tutta sicurezza e, inoltre, una fantastica altalena a forma di nuvola dove riposarsi tra un calice e l’altro.

Una carrellata di assaggi 

Castel del Monte Docg Origine, 2025, Vignuolo, nasce dalla Puglia Sveva, un rosato tributo al Bombino Nero, fine, elegante, intenso e di una freschezza immensa. Grande sorso.

Salento Igt, Susumaniello Rosato, Centocontrade, Cantine Pliniana, 2025, da un colore molto intenso al sorso gradevole e affinato, con leggere note vegetali. Minerale e fragrante.

Lazio Rosato Igp, Albìola, 2025, Casale del Giglio, rosato deciso con sfumature violacee, ricco di frutti di bosco come lampone, in bocca succoso e lungo, acidità e persistenza lo timbrano come ottimo vino da pasto.

Costa Toscana Igt, Quasi Quasi, 2025, Bosco alle Vigne, dal cuore di Bolgheri, un vino che è blend di Syrah e Merlot, il naso è fresco, la frutta croccante già al naso. Piccoli frutti rossi e lieve speziatura al gusto, sorso complesso, lungo e persistente in una veste elegante.

Rosato di Raboso Spumante Brut, Rosa Bruna, Cecchetto, studiato per esaltare le caratteristiche del vitigno Raboso,  colore ramato con riflessi aranciati, al naso melagrana, arancia, pompelmo, toni minerali, al sorso ciliegia in confettura, sorso lungo e appagante. Siamo in Veneto.

Liguria di Levante Igt, Rosato, Mearosa, 2025, Lunae. Un classico della Liguria, vino molto elegante da uve Ciliegiolo, Merlot e Vermentino Nero, il rosa è melograno intenso, al naso ciliegia, fragoline, frutti a bacca piccola, complesso e ricco anche di note speziate e floreali. Croccate, piacevole e dal redtrogusto salino. Molto interessante la scelta di un’uva rara come il Vermentino Nero che ha ancora tanto da raccontare.

Bere con consapevolezza e con gusto, scegliere tra le varietà ed etichette disponibili in un panorama vitivinicolo sempre più ampio e specializzato. Un grande augurio che il mondo del vino possa sdoganarsi da catene e imbrigliamenti e parlare agli appassionati in modo diretto e semplice, perché il vino è bevanda ma anche cultura, territorio, gastronomia e convivialità. 

Susanna Schivardi
Filologa non pentita, ho trascorso anni a studiare testi classici prima di laurearmi in lettere antiche. Lettrice instancabile e amante di tutto ciò che è bello e buono, ho deciso di seguire un’altra passione: l’enogastronomia. Dopo una giovinezza tra bottiglie importanti e ottima cucina, ho scelto di trasformare quell’interesse in un percorso professionale. Scrivo da quando avevo vent’anni, spaziando tra arte, costume, politica e cultura, e nel 2024 sono diventata giornalista professionista. Da buona filologa, non smetto mai di approfondire: oggi frequento il corso per sommelier FIS a Roma e continuo a viaggiare per l’Italia alla ricerca di cantine con storie da raccontare e chef capaci di innovare con gusto. Racconto vino e cibo con curiosità e passione, per chi li ama e per chi vuole scoprirli meglio. Evito volentieri i tecnicismi, convinta che la semplicità sia il cuore della comunicazione. Il mio motto? Parlare meno, bere e assaggiare di più.

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