La raccolta del Pinot Grigio sta per iniziare in buona parte dell’areale della più estesa DOC italiana: uve complessivamente sane e prospettive qualitative positive in un’annata segnata dal caldo e dall’anticipo della maturazione.
Per la campagna 2026 sono state rafforzate le misure di gestione dell’offerta, dalla riduzione delle rese allo stoccaggio, insieme al presidio del potenziale produttivo fino al 2028.
Sta entrando progressivamente nel vivo la vendemmia 2026 del Pinot Grigio DOC Delle Venezie. Nelle aree più precoci dell’areale le operazioni di raccolta sono ormai prossime all’avvio, in un’annata caratterizzata da un anticipo delle fasi fenologiche rispetto alle tempistiche ordinarie.
La DOC Delle Venezie si estende tra Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento, per un potenziale produttivo di circa 27 mila ettari vitati: un perimetro molto ampio nel quale meteo, disponibilità idrica, caratteristiche pedoclimatiche e gestione agronomica dei vigneti hanno determinato situazioni differenti, talvolta anche a breve distanza.
La fotografia della vendemmia è quindi inevitabilmente differenziata ma, nel complesso, la stagione è stata caratterizzata da una primavera generalmente calda, seguita da un’estate con temperature elevate e da localizzati fenomeni temporaleschi.
“Ci avviciniamo a questa vendemmia con indicazioni complessivamente positive dal punto di vista sanitario e qualitativo, pur nella consapevolezza che parlare della DOC Delle Venezie significa raccontare territori e condizioni produttive differenziate in un areale molto ampio – dichiara Luca Rigotti, Presidente del Consorzio DOC Delle Venezie e prosegue – in questo contesto, il momento della raccolta viene individuato nelle singole zone di produzione, ricercando il miglior equilibrio possibile per esprimere le caratteristiche del nostro Pinot Grigio. Alla qualità dobbiamo affiancare una gestione sempre più attenta e responsabile dell’offerta”.
Le previsioni
A restituire nel dettaglio la situazione nei diversi territori sono i Presidenti delle sezioni territoriali di Assoenologi distribuite nel territorio della denominazione. Nel Veneto Occidentale, Alberto Marchisio, Presidente Assoenologi della sezione, evidenzia uno stato sanitario generalmente buono, nonostante una stagione calda e poco piovosa e alcuni eventi temporaleschi localizzati. In Trentino, Furio Battelini, Presidente Assoenologi provinciale, descrive un ciclo vegetativo particolarmente rapido. Dopo un inverno siccitoso, il clima mite ha favorito un germogliamento anticipato e il quadro generale evidenzia uve sane e un buon equilibrio tra zuccheri e acidi. Nell’area centro-orientale del Veneto, Michele Zanardo, Presidente Assoenologi della sezione, segnala a sua volta un germogliamento anticipato, seguito da un regolare sviluppo vegetativo grazie a una primavera sufficientemente piovosa e ad una incidenza molto bassa di malattie. Le aspettative sono orientate verso una qualità elevata, sostenuta dal buono stato di salute delle uve.
Anche in Friuli-Venezia Giulia le prospettive per il Pinot Grigio sono positive. Matteo Lovo, Presidente Assoenologi regionale, individua nella disponibilità idrica la principali discriminanti della campagna 2026 per il Pinot Grigio. Le elevate temperature potrebbero determinare acidità leggermente inferiori alla media, tuttavia il quadro rimane positivo per la varietà.
Sul fronte quantitativo, in questa fase della campagna rimane prematuro formulare una previsione definitiva sui volumi, le dimensioni dell’areale e le differenti condizioni riscontrate nei singoli territori richiedono prudenza nelle valutazioni.
Le strategie
Il Consorzio prosegue nella propria strategia di governo dell’offerta, attraverso un insieme di strumenti che regolino la disponibilità di prodotto rispetto alla domanda, per mantenere l’equilibrio del mercato e salvaguardare il valore della denominazione.
Per la campagna in corso, su proposta del Consorzio e attraverso i provvedimenti adottati dalle amministrazioni competenti di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento, la resa massima del Pinot Grigio atto a DOC Delle Venezie è stata ridotta da 180 a 160 quintali di uva per ettaro.
Contestualmente è stata attivata la misura dello stoccaggio amministrativo delle produzioni provenienti dalla vendemmia 2026. Per i vigneti a regime, la quota libera è fissata a 130 quintali di uva per ettaro, mentre il prodotto eccedente tale soglia e fino alla resa massima di 160 quintali/ettaro viene sottoposto a stoccaggio.
A queste misure si affianca il presidio del potenziale produttivo della denominazione, adottato in maniera coordinata nei territori della denominazione. Per le campagne 2026/2027 e 2027/2028 sono entrati in vigore i provvedimenti che disciplinano l’iscrizione dei vigneti di Pinot Grigio allo schedario viticolo ai fini dell’idoneità alla rivendicazione della DOC Pinot Grigio Delle Venezie, prorogando la sospensione temporanea dell’iscrizione per le superfici di Pinot Grigio piantate o innestate successivamente al 31 luglio 2021. Una strategia che si inserisce nel percorso di governance sviluppato negli anni dal Consorzio: le misure di riduzione delle rese e di stoccaggio adottate nelle precedenti campagne hanno contribuito a gestire i quantitativi e a mantenere valore della DOC e l’equilibrio tra domanda e offerta ed il contesto attuale rende ancora più importante una programmazione prudente e coordinata del potenziale di Pinot Grigio.

























