SCOMPARSO FRANCO BERNABEI, MISTER SANGIOVESE E PADRE DEL RINASCIMENTO DEL VINO ITALIANO

Franco Bernabei, enologo e consulente di fama mondiale, è morto il 2 luglio all’età di 73 anni. Era chiamato Mister Sangiovese e definito il padre del Rinascimento del Vino italiano. Tra i massimi esperti del vitigno a bacca rossa, era nato ad Abano Terme in provincia di Padova da una famiglia di imprenditori nella zona dei Colli Euganei. Si era laureato in Viticoltura ed Enologia all’Università di Padova e aveva scelto come zona di elezione la Toscana. Qui si era definitivamente trasferito, scegliendo come destinazione Greve in Chianti. Negli anni Ottanta e Novanta ha lavorato come consulente iniziando da Ruffino e facendo la sua scalata nel mondo enologico grazie alla creazione di etichette che oggi sono famose in tutto il mondo. Parliamo di vini come Flaccianello della Pieve di Fontodi, Fontalloro di Fèlsina e Vigneto Bucerchiale di Selvapiana. Tutti da uve Sangiovese.

Ha saputo interpretare il Sangiovese come nessuno prima di lui aveva mai fatto, recuperandone le caratteristiche e evidenziando l’importanza del territorio. Ha lavorato con grande sensibilità in un periodo in cui la figura del consulente era ancora poco conosciuta, ha fondato un nuovo modo di fare enologia e per questo ha concorso a far rinascere il vino italiano come oggi lo apprezziamo, un prodotto di qualità che può essere esportato nel mondo. Ha sempre preferito lavorare per poche aziende, dedicando cura e attenzione, dal nord al sud, dal Veneto alla Sicilia, passando per il Friuli, l’Umbria e la Sardegna, puntando sempre sull’autoctono e sul territorio.

Ha conseguito nella sua lunga carriera una serie di riconoscimenti, tra cui l’Oscar del Vino come miglior enologo e nel 1993 fonda, insieme alla moglie Daniela, Enoproject, laboratorio di consulenza enologica. Grazie alle sue competenze e alla sua visione fuori dagli schemi, schiere di giovani si sono formati e ancora oggi apprendono, seguendo le sue orme.

Discreto e visionario, viene ricordato da colleghi e collaboratori con grandi parole di affetto e riconoscenza, per aver prestato le sue doti e le sue capacità innate al mondo del vino. E se oggi l’Italia risuona sugli scaffali, nelle enoteche e nelle cantine degli appassionati, lo dobbiamo anche a lui.

I funerali sono celebrati a Greve in Chianti lunedì 6 luglio.

 

Susanna Schivardi
Filologa non pentita, ho trascorso anni a studiare testi classici prima di laurearmi in lettere antiche. Lettrice instancabile e amante di tutto ciò che è bello e buono, ho deciso di seguire un’altra passione: l’enogastronomia. Dopo una giovinezza tra bottiglie importanti e ottima cucina, ho scelto di trasformare quell’interesse in un percorso professionale. Scrivo da quando avevo vent’anni, spaziando tra arte, costume, politica e cultura, e nel 2024 sono diventata giornalista professionista. Da buona filologa, non smetto mai di approfondire: oggi frequento il corso per sommelier FIS a Roma e continuo a viaggiare per l’Italia alla ricerca di cantine con storie da raccontare e chef capaci di innovare con gusto. Racconto vino e cibo con curiosità e passione, per chi li ama e per chi vuole scoprirli meglio. Evito volentieri i tecnicismi, convinta che la semplicità sia il cuore della comunicazione. Il mio motto? Parlare meno, bere e assaggiare di più.

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