Alice Romiti e i salotti del vino

A Roma, per un altro appuntamento, presso l’Osteria Mirabello di Prati, nuova realtà emergente nel panorama della ristorazione, ospite Alice Romiti, Wine Tasting Pr, lo scorso 19 dicembre. Alice, trent’anni e nata a Livorno, si propone in modo nuovo e fresco per raccontare il vino, in quelli che lei chiama salotti e che si traducono in incontri con produttori e appassionati, insieme ai ristoratori che dalla loro ci mettono la buona cucina. Lo fa con semplicità e grazia, ma anche tanta preparazione, grazie al WSET di Londra, Alice  ha alle spalle una laurea in giurisprudenza che però non le ha mai aperto le strade per la sua vera vocazione, il vino. Uno spirito imprenditoriale non comune l’ha portata a diventare comunicatrice ed esperta del mondo enoico, amante delle realtà più o meno emergenti ma anche di cantine consolidate, soprattutto quelle che si affacciano in un mondo vasto e competitivo quale è oggi il mercato, cercando di fare la differenza. Fa risuonare la voce dei produttori nella loro essenza, senza schematismi, con un linguaggio colloquiale ma pieno di sapere.

Alice Romiti – Wine Tasting Pr

La serata ha visto l’apertura delle bottiglie accompagnate dai piatti creati dall’Osteria Mirabello. Presente un produttore, Mauro Altini titolare de La Sabbiona, ci troviamo a Oriolo, dove la Doc è relativamente recente, e lui ci fa conoscere il Centesimino, varietà rarissima e coltivata nella zona da appena nove produttori. L’azienda è pioniera in questa zona, e Mauro non teme di sperimentare e fare cose che prima di lui altri non hanno osato. L’annata 2023 è abbinata al Tacos con rapa rossa e guacamole, uno dei must taste di Osteria Mirabello. il colore del vino è scarico, molto bello. I sentori sono eleganti, puliti, immediati. Segue Rifugio, Ravenna Igt, Centesimino, annata 2021. Il nome ricorda l’affinamento in legno, dove il vino trova rifugio (con un riferimento anche alla posizione della vigna, che era vicino a un rifugio della seconda guerra mondiale). L’abbinamento qui è con rigatoni al ragù di agnello laziale con pomodori essiccati e alloro. La concentrazione del vino si fa sentire, (i batonnage in cantina sono frequenti) la nota mentolata in evidenza gli dona carattere. Da ricordare l’assaggio alla cieca di fine serata, Centesimino 2015, una vera rarità. Gioca la partita sull’intensità e i piccoli frutti rossi, il colore intenso e compatto. Un gran vino. 

Villa Di Capezzana, territorio del Carmignano, sulle colline che guardano Firenze e Prato. Azienda storica, ex parco di caccia dei Medici, 78 ettari a vigneto, assaggiamo Carmignano DOCG 2021, con Sangiovese all’80%, affina in legno e poi bottiglia. Il tannino è poco vellutato, un vino giovane, non pronto, che ha bisogno di attesa ma che racconta bene il territorio da cui proviene. Alla cieca, a fine serata, assaggiamo l’annata 2015, Sangiovese 80% e Cabernet Sauvignon 20%. Molto complesso, sentiamo vaniglia, cuoio, liquirizia, spezie scure, armonico al gusto, un finale lungo e appagante. Ci è piaciuto.

Dai Colli Berici Le Pignole, con il Creorosso 2022. l’azienda è famigliare, non conta infinite generazioni, il terreno è di natura in parte vulcanica e in parte calcarea. I vini risultano eleganti. Qui l’affinamento è in acciaio, la varietà, il Tai Rosso, è detto ril Pinot Nero del Veneto, e gioca molto sulla speziatura, sentori di mandorla e finale fumé.

Soàstene, Veneto Igt Rosso, 2018, da Cabernet Franc e Carmenere, l’affinamento in barrique e tonneau, poi acciaio e bottiglia. Si sente molto la menta, la freschezza, una speziatura sussurrata, note di frutto piccolo. Molto piacevole e intenso, da gustare con calma.

In zona Bolgheri, assaggiamo di Fornacelle Bolgheri Superiore Foglio 38, annata 2021. Da uve Cabernet Franc, buonissimo. I terreni sono vicini al mare, molto ventilati e con ottime escursioni termiche. Un naso pazzesco, al gusto un nettare ricco di spezie e note verdi tipiche, foglia di pomodoro e peperone.

Bolgheri Superiore Foglio 38 – Fornacelle

Non dimentichiamo lo spumante che ha aperto la serata, uno dei nostri beloved. L’Eccezione 36 mesi Brut, da uve Manseng dell’azienda La Regola, zona Riparbella (vicino Bolgheri). Ne abbiamo parlato anche in un altro articolo, ma non ci stanchiamo di ribadirne la bontà.

L’Eccezione 36 mesi Brut – La Regola

Una parola sull’amaro che ha accompagnato il dolce di Osteria Mirabello, Panettone con crema Chantilly agli agrumi.

L’amaro Ideale, fatto con lo zucchero di cocco, quindi molto meno dolce. Per questo amaro si usano solo prodotti stagionali, come le botaniche. Lo assaggiamo in due versioni, quella alle fave di cacao è molto buona, non è stucchevole.

Amaro Ideale

 

Susanna Schivardi
Filologa non pentita, ho trascorso anni a studiare testi classici prima di laurearmi in lettere antiche. Lettrice instancabile e amante di tutto ciò che è bello e buono, ho deciso di seguire un’altra passione: l’enogastronomia. Dopo una giovinezza tra bottiglie importanti e ottima cucina, ho scelto di trasformare quell’interesse in un percorso professionale. Scrivo da quando avevo vent’anni, spaziando tra arte, costume, politica e cultura, e nel 2024 sono diventata giornalista professionista. Da buona filologa, non smetto mai di approfondire: oggi frequento il corso per sommelier FIS a Roma e continuo a viaggiare per l’Italia alla ricerca di cantine con storie da raccontare e chef capaci di innovare con gusto. Racconto vino e cibo con curiosità e passione, per chi li ama e per chi vuole scoprirli meglio. Evito volentieri i tecnicismi, convinta che la semplicità sia il cuore della comunicazione. Il mio motto? Parlare meno, bere e assaggiare di più.

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