BOOK & WINE CONFIDENTIAL: ‘Elvira’ e il Nazar di Case d’Alto

“Elvira” di Flavia Amabile è il libro perfetto da leggere sotto l’ombrellone. Un libro pubblicato da Einaudi Editore proprio in procinto dell’estate 2022.

La storia della prima regista donna italiana, Elvira Notari, di un’eroina sfrontata che ha sfidato la propria epoca. In questo coinvolgente romanzo, ambientato nella Napoli di inizio Novecento, Elvira insegue con la tenacia della pioniera una passione, fare il cinema, che solo gli uomini potevano permettersi.

La prima volta che assiste a una proiezione, Elvira Notari si innamora del cinema. E incontra Nicola, che invece si innamora di lei. Dopo una fuga romantica e il matrimonio, lavorano insieme alla coloritura delle pellicole, in una piccola casa nei vicoli. Elvira fatica a conciliare i doveri di moglie e madre con i suoi sogni. Cosí, quando resta per la terza volta incinta e dà alla luce Maria, la lascia alle suore. La scelta la marchia per l’intera esistenza, ma è l’unica strada per diventare quello che lei desidera. Elvira ce la fa: la sua casa di produzione realizza film che riscuotono successo in patria e spopolano negli Stati Uniti. Tuttavia l’ambientazione nei bassifondi, l’allusività erotica e le protagoniste sanguigne si scontrano con la mentalità patriarcale del regime fascista. Elvira non vuole piegarsi alla censura, ma la stessa ostinazione che le ha permesso di conquistare il mondo, sacrificando persino l’amore di una figlia, la costringe a pagare un prezzo troppo caro.

«Il cigolio di una manovella e il ronzio del proiettore invadono la grande stanza. Un fascio luminoso investe la tela bianca. Qualche secondo dopo appaiono le prime immagini. Tremolanti, a tratti sbilenche e interrotte da scatti improvvisi. Grandi, vere, in cammino verso gli spettatori. Elvira non riesce a frenare un grido. Un prodigio, un sogno, un incantesimo realizzato, non sa decidere che cosa pensare. Si gira verso l’uomo che le ha tenuto il posto, vuole capire se è l’unica a provare quell’emozione. L’uomo ha perso il sorriso irriverente, le immagini hanno rapito anche lui».

Il vino perfetto da accompagnare a questo libro? Un rosè irpino da sorseggiare freschissimo: il Nazar di Case d’Alto, un Campania Rosato IGT, che sorprende per la potenza ma la finezza del vitigno da cui provengono le sue uve: l’aglianico.

Un vino di carattere, proprio come Elvira, proveniente dalla stessa regione dove la vita della regista si svolge e si sviluppa. Un biologico vinificato in bianco, con 36 ore sulle sue bucce che si presenta di colore rosa con riflessi ramati. Al naso offre seducenti note floreali, associate a sentori di fragole e lamponi, inclusi in una leggera nota balsamica. In bocca è molto fresco con un leggero tannino tipico del vitigno.

Il suo nome, Nazar, viene dedicato alla lingua della moglie del produttore, che in turco rappresenta il nome di un talismano ancestrale contro il malocchio (Nazar Boncuğu).

Viene prodotto da Case D’Alto, un’azienda che prende il nome dalla vigna ultracentenaria nata a metà del 1800, in località Case d’Alto a Taurasi, dove la bisnonna degli attuali produttori comprò con i soldi della dote nuziale un piccolo vigneto. La famiglia, da allora, ha trasmesso di generazione in generazione la passione per il territorio e le tecniche di produzione.

 

Very Book Confidential. Very Wine Confidential. Very Food Confidential.

Sara Grosso
Ho studiato Ingegneria Gestionale e lavoro in ambito bancario, ma la mia grande passione per il vino mi ha portato a diplomarmi nel 2013 come Sommelier e ad approfondire sempre più questo bellissimo mondo diventando Wine Informer. Curiosa per natura, adoro leggere e sono autrice di un podcast intitolato “Storie di Coraggio”, dove parlo di libri che mi hanno lasciato il segno. Quando leggo, mi fa sempre compagnia un buon calice di vino, così ho pensato di proporre nei miei canali social, un pairing diverso dal solito, abbinando ad ogni libro il perfetto vino.

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