Riapre LA VIGNA DI LEONARDO a Milano: colazione e apertivo al museo

La Vigna di Leonardo a Milano riapre al pubblico dopo il lockdown per l’emergenza sanitaria coronavirus. Per due giorni alla settimana: visite al museo con colazione e aperitivo.

La cultura riparte e la storica Vigna di Leonardo da Vinci, nel meraviglioso giardino della Casa degli Atellani, dal 23 maggio ha riaperto le sue porte al pubblico.

Tutti i mercoledì e tutti i sabati, dalle 12.30 alle 14.30 e dalle 18.30 alle 20.30,è possibile tornare a visitare le sale e gli interni della Casa degli Atellani e il suo giardino, in fondo al quale si trova la Vigna di Leonardo. L’ingresso museale è contingentato e scaglionato a piccoli gruppi e la visita comprende il servizio di audioguida indipendente. I device verranno sanificati dopo ogni utilizzo.

La Vigna di Leonardo introduce, sempre negli stessi giorni, una grande novità per dare un’opportunità in più di vivere e respirare la magia della sua atmosfera immersi nel verde: la colazione e l’aperitivo al museo. È possibile acquistare il solo ingresso al giardino e, all’ombra della vigna, consumare una delle offerte pranzo del Bistrot e verso sera un calice della Malvasia di Leonardo. Ovviamente tutto il personale segue le nuove norme di sicurezza. Tutte le misure di prevenzione e protezione necessarie sono assicurate, garantendo attenzione e prudenza nel rispetto della salute del personale e dei visitatori (è consigliata la prenotazione all’indirizzo info@vignadileonardo.com o al numero 024816150).

LA STORIA

Una storia dimenticata lega Leonardo da Vinci alla città di Milano: la storia di una vigna. La vigna che nel 1498 Ludovico il Moro, duca di Milano, regalò a Leonardo e intorno alla quale corrono leggende che coinvolgono il genio, le sue opere, i suoi seguaci; la vigna che rinasce oggi, finalmente, nel rispetto dei filari e del vitigno originari.

Dalla Firenze di Lorenzo il Magnifico, Leonardo da Vinci arriva a Milano, alla corte di Ludovico Maria Sforza detto il Moro, nel 1482. All’epoca, lui e Ludovico hanno entrambi 30 anni. Nel 1495 Ludovico gli assegna l’incarico di dipingere un’Ultima Cena nel refettorio di Santa Maria delle Grazie. Nel 1498 Ludovico concede a Leonardo la proprietà di una vigna di circa 16 pertiche. È lecito immaginare Leonardo, al tramonto di una giornata di lavoro, mentre lascia il cantiere del Cenacolo, attraversa il Borgo delle Grazie e, transitando per la casa degli Atellani, va a controllare lo stato della sua vigna. Per poco però: nell’aprile del 1500 le truppe del re di Francia sconfiggono e imprigionano il Moro e anche Leonardo lascia Milano, non senza aver prima affittato la vigna al padre del suo allievo prediletto Gian Giacomo Caprotti, detto il Salaì. Leonardo non smetterà mai di occuparsi della sua vigna: la riconquisterà quando i Francesi gliela confischeranno e in punto di morte, nel 1519, la citerà nel testamento, lasciandone una parte a un servitore e un’altra parte proprio al Salaì.

Sui terreni della vigna grande di San Vittore, il duca di Milano Ludovico il Moro sognava di costruire un nuovo quartiere residenziale, dove alloggiare i suoi uomini più fedeli. Sulla mappa della città, di quel sogno restano oggi i tracciati di via San Vittore e di via Zenale; oltre alla Basilica di Santa Maria delle Grazie e al Cenacolo di Leonardo, di quel sogno, più di cinque secoli dopo, resta in piedi soltanto la Casa degli Atellani.

La vigna di Leonardo da Vinci rinasce con Expo 2015, per volontà della Fondazione Portaluppi e degli attuali proprietari di casa degli Atellani, grazie agli studi dell’enologo Luca Maroni e al contributo decisivo dell’Università degli Studi di Milano nelle persone della genetista Serena Imazio e del professor Attilio Scienza, massimo esperto del DNA della vite.

Un museo all’interno, visitabile previa prenotazione, ripercorre tutte le tappe salienti di questa affascinate storia.

I VINI

Il Castello di Luzzano e La Vigna di Leonardo sono legati a doppio filo grazie alla famiglia degli Atellani, di cui il castello era una volta un feudo, e al restauro novecentesco del nostro anfitrione Piero Portaluppi.
 Una storia di affinità elettive che si ripete nella creazione del Tasto Atellano, la Malvasia Aromatica di Leonardo da Vinci.

 Il Castello di Luzzano è un’azienda vitivinicola storica, posta tra l’Oltrepo Pavese e il Piacentino. Giovannella Fugazza, attuale proprietaria, ha riservato un posto privilegiato al vitigno tipico della zona: la Malvasia Aromatica. Proprio in queste terre, nel XVI secolo, possedeva un feudo la Famiglia degli Atellani, proprietaria della Casa degli Atellani a Milano, nel cui giardino si può visitare l’Orto di Leonardo con la Vigna ripiantata a Malvasia. La casa degli Atellani, proprietà dell’architetto Portaluppi, fu da lui attentamente restaurata negli anni ‘40. Negli stessi anni la famiglia Fugazza affidò al Portaluppi il restauro del Castello di Luzzano, che la trasformò in una residenza moderna piena di fascino.

E da queste uve di Malvasia Aromatica nascono i due vini del Tasto Atellano: Colli Piacentini Malvasia, 2016 (da uve Malvasia di Candia Aromatica; corpo morbido ed elegante, profumo intenso di fiori con note agrumate) e Colli Piacentini Malvasia, vino frizzante secco, 2016 (da uve Malvasia di Candia Aromatica; naso fiorito e intrigante, gusto fresco con attraenti note agrumate).

 

Very Wine Confidential. Very Food Confidential.

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